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  • Zio Paperone imperatore domestico
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Zio Paperone imperatore domestico è una storia Disney del 2010 sceneggiata da Pudu e disegnata da Francesco Guerrini.

Trama[]

Il Sindaco di Paperopoli, per raggiungere il pareggio di bilancio, emette una tassa da 167,85$ sullo sfruttamento collinare ai danni di Paperon de' Paperoni con motivazioni risibili. Quest'ultimo, non volendo assolutamente pagare l'imposta, decide di dichiarare indipendente la Collina Ammazzamotori, autoproclamandosi Imperatore di Paperonia e nominando Battista tuttofare nonché capo di vari ministeri. Anche Paperino ed i nipotini, seppur perplessi, vengono coinvolti ricevendo dei titoli mentre Paperoga viene nominato scultore di corte.

Dopo aver mandato la polizia inutilmente (coi poliziotti circuiti da Paperone con un cavalierato), il Sindaco è costretto ad usare la diplomazia e chiedere udienza al nuovo "imperatore". Finendo come ovvio per litigare, il sindaco decide di passare al contrattacco ed impone dei dazi alla frontiera con il Regno. La cosa provoca danni agli affari di Paperone che perde dei soci (costretti a pagare di più) e si trova ad affrontare spese maggiori per l'approvvigionamento. Paperone si rende così conto che sta spendendo molto di più di quanto non avrebbe pagando la tassa, ma non vuole cedere per orgoglio.

Raduna così tutto il suo parentame tentando di convincerli a traslocare sulla collina e svolgere lì i loro servizi. Naturalmente riceve un grosso rifiuto e tutti gli consigliano di finirla con la storia dell'imperatore. Paperone deve trovare però un modo per salvare la faccia e ordina a Battista di fare la rivoluzione, di deporlo e di tornare a far parte di Paperopoli. E così accade. Al Municipio si festeggia così la "riunificazione" finchè Paperone ed il Sindaco tornano a litigare quando si presenta il problema di chi deve pagare i festeggiamenti.

Curiosità[]

Pubblicazione[]

La storia è stata pubblicata anche in Brasile, Danimarca, Finlandia, Germania, Grecia, Norvegia, Olanda, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca e Svezia.

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