- Zio Paperone e le ultime lune dell'Agonia Bianca
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Zio Paperone e le ultime lune dell'Agonia Bianca è una storia di Marco Gervasio, Marco Nucci e Ivan Bigarella, pubblicata in due parti sul numero 3650 di Topolino nel novembre 2025.
Trama[]
Prima parte[]
Chiusa con l'orso Cappuccetto Nero nella capanna di Zio Paperone all'Agonia Bianca, Doretta Doremì affida a un diario i suoi ricordi, ricordi che iniziano sempre col quadro La bella addormentata: il dipinto sovrastava il pianoforte dove Doretta suonava per gli avventori del suo saloon, la Bolla D'Oro. Ma il secondo pensiero dopo il quadro è per Paperone, al cui nome l'orso grugnisce; ha ragione, pensa la papera, lo zione non è persona da rimpiangere, ma la capanna in quel luogo desolato in mezzo alla bufera sollecita lontane memorie.
Nello stesso momento a Paperopoli Paperone programma un ritorno nel Klondike e, rivolgendosi ad un interlocutore nascosto, lo esige quale compagno di viaggio per «restituire il passato al passato». Il mezzo di locomozione è coerente con lo stile dell'avarastro; Paperone e Paperino viaggiano su di un piccolo aereo adibito al trasporto di patate e durante il tragitto lo zio rivela al nipote che ha intenzione di vendere il Fosso (o Valle) dell’Agonia Bianca e vuole quindi trascorrervi ancora qualche giorno prima di cederlo ad un acquirente, O'Billiard. Paperone ha con sé anche un album di fotografie.
I due atterrano a Dawson, dove da tempo si trova una statua del miliardario[1], richiamo allo splendido passato della cittadina. Ma l'accoglienza che gli abitanti riservano a Paperone è ben poco lusinghiera: la statua è scomparsa e la gente sbuffa e bofonchia irritata nel vedere il paperopolese. Inoltre il Museo della Corsa all'Oro è chiuso.
Per avere lumi su queste stranezze, Paperone si reca all'hotel di Doretta, che prima era il suo saloon e, come il saloon, si chiama La Bolla D'Oro. Alla reception c'è Casey Coot che informa i paperi della situazione: Doretta è fuggita improvvisamente perché Soapy Slick, acerrimo nemico di lei e dello zione, è stato eletto sindaco. Casey si stupisce che Paperone -apparentemente- non sappia nulla, ma Paperino precisa che lo zio non compera giornali né si avvale della rete. Soapy -continua Casey- ha ideato un'astuta strategia elettorale, basata sul superamento delle vecchie glorie del passato che hanno precluso la modernizzazione della città. Ha chiuso il Museo della Corsa all'Oro, ha abbattuto di sua mano la statua di Paperone e ha intenzione di trasformare le vecchie miniere in parchi naturali. La gente ha abboccato nonostante la crisi di alberghi e negozi, privati degli introiti turistici, perché non sa che il piano di Soapy è acquistare tali strutture a basso prezzo e riproporre poi il turismo da proprietario di tutti gli hotel.
Paperone si indigna per il comportamento dell'antico rivale, ma anche per l'arrendevolezza di Doretta, che ha abbandonato il suo albergo e non ha affrontato Soapy. Uscito dalla Bolla D'Oro, lo zione viene fermato dal neo-sindaco ed ha con lui un violento alterco. Poi col fido Paperino, qui insolitamente saggio e preveggente delle parole dello zio, raggiunge la sua vecchia capanna all'Agonia Bianca in una radura abitata da corvi e invasa da sterpaglie; mentre il nipote sfaccenda, Paperone resta silenzioso e pensieroso a guardare fuori dalla finestrella. Ad un tratto si sente sbattere forte la porta e con un tremendo ruglio compare la gigantesca figura di Cappuccetto Nero.
Paperino ricorda con disagio il primo incontro con il grizzly [2], ma lo zio è felice di vederlo e lo acquieta con una galletta. Subito dopo arriva Doretta e i due chiedono reciproche motivazioni della loro presenza nella capanna.
Seconda parte[]
Doretta dice di essere uscita dalla capanna per fare scorta di legna e di essersi attardata; rientrata in prossimità della casupola, dalle luci e dal fumo del comignolo ha intuito la presenza di intrusi e ora chiede a Paperone che cosa ci faccia lì. Questi precisa innanzitutto che l'intrusa è lei e poi la informa della vendita della proprietà, per «chiudere con il passato». A sua volta lo zione richiede alla papera perché abbia scelto la solitudine della baracca anziché lottare contro Soapy, come avrebbe fatto un tempo: ma quel tempo di scazzottate e saloon e corse all'oro è passato e non torna, replica Doretta, che tuttavia si offre di aiutare zio e nipote nel riassetto della capanna.
Così per vari giorni i tre paperi e il grizzly si mettono alacremente al lavoro e tra baruffe coi corvi, carriole di detriti e scoppi di dinamite (Paperino ne è vittima e vola in alto), alla fine la casetta ha assunto un aspetto più confortevole e gradito anche ai corvi. Doretta prosegue a registrare ogni cosa nel suo diario.
Giunge l'ultima notte all'Agonia: Paperino e Paperone riprenderanno il volo per casa e Doretta, che aveva pianificato di tornare a Dawson, manifesta a Paperone il desiderio di rientrare con loro a Paperopoli. Lo zione esita, imbarazzato, poi va a dormire. La mattina dopo i paperi sono spariti e Doretta, delusa, riprende la strada per Dawson proprio nel malaugurato giorno in cui Soapy presenterà ai cittadini il suo progetto. Infatti, davanti a un maxischermo e dall'alto di una tribuna il malandrino sta celebrando i suoi meriti davanti a una folla di entusiasti paesani.
Ma irrompe Paperone a troncare la sua propaganda e invita i cittadini a guardare in alto: dal piccolo aereo sul quale hanno viaggiato, Paperino sgancia una gran quantità di fotografie: sono copie di quelle che Paperone aveva con sé e riproducono tutte un più giovane Soapy convinto promotore e massimo profittatore della corsa all'oro, nonché incarcerato successivamente per frode fiscale. La folla ricorda e si ribella, il malvivente s busca un gran pugno da Paperone e si ritira scornato. Giorni dopo Casey aggiorna la rientrata Doretta della fine ingloriosa del rivale e le consegna anche un pacco da parte di Paperone. Intanto zio e nipote sull'aereo si godono il successo e Paperino, che per tutto il tempo è stato anticipatore delle frasi lapidarie dello zione, crede di aver capito le intenzioni dello zio: non esiste un O'Billiard perché in realtà Paperone vuol donare la capanna a Doretta ed è venuto a Dawson ben consapevole dell'elezione di Soapy, come dimostrano le foto portate da Paperopoli. Ma lo zione replica: Paperino ha ragione quasi su tutto, ma non su una cosa: il Fosso sarà ceduto non a Doretta, bensì a Paperino, che resta sbigottito alla notizia inattesa. Così Paperone potrà tornare ogni tanto alla sua antica proprietà rimasta in famiglia e far visita a una cara amica. La cara amica nel frattempo ha aperto il pacco e vi ha trovato il quadro La bella addormentata, a lei tanto caro.
Ed è al quadro che Paperone si rivolgeva prima della partenza, mentre Battista scuoteva la testa alle stravaganze del padrone. Doretta adesso può abbandonare la scrittura del diario, che le è pesata, e può riprendere a suonare come una volta sotto l'auspicio del suo dipinto prediletto.
Analisi[]
Il Klondike mitico di Paperone sembra suggerire un'infinità di storie e loro varianti; così abbiamo una multiforme Doretta che viene rappresentata a volte come una vecchietta trasandata e arrogante e altre volte come una elegante matura signora[3]. Quest'ultima è l'immagine che viene data di lei nelle storie di Marco Gervasio, ideatore del quadro che si insinua simbolicamente nelle sofferte vicende sentimentali dei due paperi.
Tutte da ammirare le tavole di Bigarella, che ricorre a un monocromo seppia per le pagine di analessi e rende ancora più spregevole il già cattivissimo villain Soapy Slick grazie alla brutalità dei primi piani.
Anche in questo caso, gli scarsi momenti di comicità sono affidati a Paperino e alle sue scaramucce con Cappuccetto nero e i corvi; ma pure il bisbetico personaggio è reso più meditativo del solito: precorre flemmatico le frasi proverbiali di Paperone e intuisce le sue mosse tranne una, la sorpresa finale che lo vede divenire il proprietario dell'Agonia Bianca. Si chiude un capitolo, ma potrebbero aprirsene vari altri: l'«intento per verti versi filosofico, non lucroso» di restituire il passato al passato -concretamente: il quadro alla proprietaria originale- non mette necessariamente fine all'epopea pionieristica del duro zione.
note[]
- ↑ v. Zio Paperone re del Klondike
- ↑ v. Zio Paperone e la stella del Polo
- ↑ V. Altre storie nella pagina Doretta Doremì
Pubblicazioni italiane[]
- Topolino 3650