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  • Zio Paperone e la febbre del rodio
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"Siamo acerrimi rivali, ma abbiamo nemici in comune! Ti do una mano! Non mi piacciono i trafugatori di sostanze altrui!"
Rockerduck a Paperone

Zio Paperone e la febbre del Rodio è una storia di due puntate scritta e disegnata da Romano Scarpa e pubblicata per la prima volta sui numeri di Topolino 1270-1271 del 30 marzo-6 aprile 1980.
La storia è incentrata sull'ennesima sfida affaristica tra Paperone e Rockerduck.

Trama[]

I episodio[]

Il Deposito di Paperone è sotto attacco. I Bassotti stanno tentando di rubare i soldi del taccagno con la classica talpa sotterranea. In soccorso dello stramiliardario e dei suoi nipotini giunge inaspettatamente Rockerduck. Tuttavia i due avversari, anche se stanno cooperando per uno scopo comune, non riescono a stare tranquilli e iniziano inevitabilmente a litigare. Il magnate del petrolio inizia a vantarsi di possedere ben due tonnellate di rodio, il metallo rarissimo, ma molto richiesto sul mercato, e al confronto l'oro di Paperone non vale niente.
Appresa la sensazionale notizia, persino i Bassotti non vogliono proseguire il loro attacco per impadronirsi di banale oro, oramai svalutato e battono in ritirata.

Paperon de' Paperoni non vuole accettare la sconfitta e, dopo aver reclutato Paperino, parte con tutto il nipotame verso l'Oregon, dove vi sono i giacimenti più ricchi di tutta la nazione. Giunti nel centro abitato più vicino ai giacimenti, Paperone si reca in un emporio dove incontra Penna Stinta, un pellerossa conosciuto durante la corsa all'oro in Klondike. I due "fratelli di latte" sono felicissimi di rincontrarsi e l'indiano, in segno della loro vecchia amicizia, presta a Paperone un modernissimo mezzo minerario per condurre più velocemente le sue ricerche. Quando però scopre che i paperi vogliono cercare il rodio, li mette in guardia e cerca di dissuaderli, ma ovviamente far cambiare idea a Paperone è praticamente impossibile.

Poco dopo giunge al paese anche Rockerduck, a cui Penna Stinta affitta un altro mezzo minerario, ma quando scopre che anche lui è alla ricerca del rodio, rompe ogni indugio e attraverso segnali di fumo, avverte i membri della sua tribù.

II episodio[]

Sia i Paperi che Rockerduck raggiungono un torrente, indicato come probabile fonte di rodio e iniziano a setacciarne i fondali, ma è sempre il giovane magnate del petrolio ad essere più fortunato del ricco papero. Ad un tratto, gli inesperti minatori, finiscono nelle rapide del torrente e Rockerduck è in balia delle onde e Paperone, per ripagare il suo debito, si lancia in suo soccorso. I paperi sono salvi, ma entrambi i mezzi sono danneggiati. Così la notte Rockerduck, sottrae un cilindro al mezzo di Paperone, lasciandogli in cambio una cospicua cifra di denaro. I pellerossa della tribù di Penna Stinta però non vogliono che vengano proseguite le ricerche e spaventano a morte Rockerduck, che si dà alla fuga.

La mattina dopo Paperone e i nipoti, visto che il loro mezzo è totalmente inservibile, proseguono le ricerche all'antica maniera dei cercatori d'oro di un tempo. Gli indiani sono convinti che si stancheranno soltanto e non troveranno mai il loro segreto, ma non hanno fatto i conti con l'imprevedibilità di Paperino. Lo sfortunato papero precipita in una grotta sotterranea, dove vi è un cimitero di salmoni, le cui pareti sono costituite di rodio purissimo.
Paperone accecato dalla bramosia, rimuove un piccolo idolo che sosteneva la volta dell'intera grotta e i cinque paperi si trovano bloccati sottoterra. In loro aiuto giunge Penna Stinta, che chiede al suo fratello di latte di non rivelare il segreto della sua tribù per non attirare avventurieri e gente priva di scrupoli all'interno della riserva indiana. Tuttavia gli permette di prendere due tonnellate di rodio, per mettersi in pari con Rockerduck.

Analisi[]

Questa storia fa parte del secondo periodo artistico da autore completo di Romano Scarpa. I disegni sono ormai più maturi, ma la trama si è fatta meno inquietante rispetto alle prime storie del maestro veneziano, che si ispirava direttamente a Floyd Gottfredson. In questa storia, per esempio manca un vero e proprio cattivo e si conclude in maniera eccessivamente trionfalistica per Paperone, che pur non avendo rispettato il tabù degli indiani, riceve in compenso due tonnellate d'oro e persino l'idolo sacro.

Del tutto particolare è invece la caratterizzazione di Rockerduck, che contrariamente alle storie di Martina è estremamente leale nei confronti del suo avversario. All'inizio dell'avventura si lancia in soccorso di Paperone, che sta subendo un attacco da parte dei Bassotti; inoltre, pur sottraendo un cilindro dal mezzo minerario dei Paperi, lascia una cospicua somma come risarcimento.

Scarpa infine, come aveva fatto per esempio in Paperino e la leggenda dello Scozzese Volante pone l'attenzione su un fenomeno naturale sconosciuto alla maggior parte dei lettori: i cimiteri di salmoni. Nelle tavole della storia è eccessivamente romanzato e mostrato come un'immensa caverna colma di lische di pesce, ma nella realtà questi pesci, dopo aver risalito la corrente per deporre le loro uova si abbandonano alla morte e costituiscono un vero e proprio cimitero.[1]. Inoltre l'artista veneziano fa un'esauriente trattazione sul rodio, sia dal punto di vista chimico sia commerciale.[2]

Curiosità[]

  • Paperone in questa storia, calandosi nuovamente nel ruolo di cercatore della sua gioventù, rispolvera la Tuba del Klondike e ha un aspetto assolutamente identico a quello di Paperhone, il nonno paterno di Paperone, che lo stesso Scarpa aveva disegnato per la Storia e gloria della dinastia dei paperi.

Note[]

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