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  • Zio Paperone e il medioevo siderale
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"Sono qui per una missione pacifica! Mi interessa il metallo! Quello giallo e lucente in particolare!"
Paperone al re del popolo alieno

Zio Paperone e il medioevo siderale è una storia scritta da Rodolfo Cimino, disegnata e inchiostrata da Giorgio Cavazzano, pubblicata per la prima volta in Italia l'8 agosto 1971 su Topolino 819.

Trama[]

Zio Paperone ha incaricato degli astronauti di esplorare l'universo per scoprire la presenza di oro in corpi celesti lontani e sconosciuti. Le ricerche sono ostacolate dalla Fascia nera di Van Trotten, una misteriosa barriera scura di cui si ignora la consistenza: è impossibile vedere lo spazio oltre la fascia, ma anche rendersi conto se è gassosa e quindi attraversabile, oppure solida.

Un tentativo di attraversare la fascia di Van Trotten si rivelerebbe una tragedia se la consistenza fosse appunto solida, ma, sempre dominato dall'idea dell'oro che si potrebbe celare in regioni più lontane, il multimiliardario decide di tentare personalmente un'esplorazione spaziale, coinvolgendo Paperino e Qui, Quo, Qua; inizialmente Paperino non ne vuol sapere, ma Paperone lo costringe facendogli causa e facendosi passare per "zio bisognoso di assistenza".

I paperi si imbarcano quindi per il viaggio spaziale: la fascia nera è in realtà una semplice nebulosa, che l'astronave attraversa facilmente. Al di là di questo schermo scuro, i nostri amici scorgono un pianeta verde simile alla Terra: in effetti, una volta atterrati, scoprono l'esistenza di aria, acqua e vegetazione. Poco dopo si palesano dei cavalieri di apparenza simile a quella del Medioevo terrestre, con un'importante differenza che Paperone non tarda a notare: i ferri dei loro cavalli sono d'oro.

Paperone e nipoti si fanno ammettere alla presenza del re del luogo: il ricco papero afferma di venire in pace e di essere interessato alla ricerca dell'oro. Alla domanda se preferisce il ferro o l'oro, Paperone ribadisce di gradire l'oro, e l'affermazione basta per inimicarsi il re e il potente capo alchimista, quindi i paperi sono chiusi in prigione.

A mano a mano si svela il mistero: nel pianetino l'oro è molto più abbondante del ferro, e viene usato per attrezzi di uso quotidiano. Il poco ferro viene considerato prezioso, e l'alchimista cerca da tempo una formula per trasformare l'oro in ferro. Le stesse sbarre della cella in cui sono rinchiusi sono composte di una lega aurea.

Paperone riesce a chiedere un'altra udienza al sovrano, e gli propone di cedergli le lamiere dell'astronave in cambio di equivalenti strutture d'oro. Il cambio sembra mettere tutti d'accordo, ma proprio in quel momento e in maniera del tutto casuale l'alchimista, invidioso del favore che gli stranieri hanno acquisito presso il re, inventa un filtro in grado di trasformare l'oro in ferro. I paperi sono pronti a ripartire con un'astronave aurea, ma proprio allora lo studioso locale innesca il processo per cui l'oro si tramuterà in ferro: il veicolo spaziale dei nostri eroi ritorna di ferro e Paperone è costretto a tornare sulla Terra senza alcun guadagno. In cambio, come suggeriscono Qui, Quo, Qua, il poco oro rimasto sul pianetino diventerà inevitabilmente prezioso e il "medioevo siderale" acquisirà caratteri più simili a quelli della Terra.

Analisi[]

Zio Paperone e il medioevo siderale si può considerare una storia della produzione "media" di Cimino, non particolarmente fortunata se si giudica dalle poche ristampe e dalla posizione media nella graduatorie INDUCKS[1]. Il tema, molto comune per lo sceneggiatore friulano, del viaggio e dell'incontro con lo strano popolo, viene combinato con la brillante idea del rovesciamento di prospettiva per cui, cosa impensabile soprattutto per Paperone, l'oro sarebbe considerato un materiale vile e di poco valore.

Curiosità[]

  • La fascia nera di Van Trotten sembra ricordare ironicamente alcune regioni reali situate ai limiti del sistema solare, che a causa della distanza e della scarsa osservabilità risultano tuttora poco conosciute, come la fascia di Kuiper o la nube di Oort; va da sé che lo scienziato eponimo Van Trotten è puramente immaginario.

Incongruenze[]

Come in varie altre sceneggiature di Cimino, non viene ricercata una coerenza di fondo nella trama, quanto un messaggio globale che va al di là degli sviluppi dell'intreccio (il contrasto fra materiali preziosi e non preziosi, fra mentalità moderna e medievale, fra disinteresse e avidità). In questo senso si possono spiegare varie incongruenze (a dire il vero talvolta comuni a storie di altri autori):

  • durante il viaggio nello spazio, i personaggi e gli oggetti sembrano avere un peso (Paperino cuoce addirittura una frittata in padella, facendola cadere per errore in faccia allo zio);
  • gli abitanti del misterioso pianetino e i paperi comunicano agevolmente nella stessa lingua, senza l'impiego di alcun artificio;
  • l'oro, per maggior malleabilità e densità, non è affatto adatto a sostituire il ferro in arnesi di uso comune; l'incongruenza può essere aggirata dato che si parla talvolta di "leghe auree" (di minor malleabilità?), e ammettendo che gli indigeni abbiano sviluppato una forza muscolare tale da poter manipolare tranquillamente oggetti d'oro.

Pubblicazioni[]

La storia è stata pubblicata sei volte in Italia:

Fuori dall'Italia ha avuto proporzionalmente più successo, in quanto è stata tradotta e pubblicata in Brasile, Cile, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Norvegia, Olanda, Polonia, Spagna e Svezia.

Note[]

  1. La storia è classificata al 1141° posto su 34667 nel dicembre 2017.
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