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  • Zio Paperone e i sette buchi nell'acqua
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Zio Paperone e i sette buchi nell'acqua è una storia di Rodolfo Cimino e Alessandro Del Conte, pubblicata la prima volta sul numero 2918 di Topolino.

Trama[]

Dal resoconto di Battista, Paperone scopre che tra i suoi alberghi, quelli situati nelle zona isolana non stanno fruttando. Decide così di controllare di persona costringendo Battista a venire con lui dopo che Paperino (avvertito in precedenza dal maggiordomo) si è dato alla fuga preventivamente. Moltissime miglia dopo, i due hanno visitato la maggioranza degli alberghi che Battista trova spartani e dal rancio troppo leggero (cose che vengono presentate dal miliardario come trattamenti salutari e snellenti) e Paperone ha ordinato un giro di vite di tutti loro per far quadrare i conti. L'ultimo albergo da visitare è quello situato nel mare degli anacoreti naufraghi volontari.

Durante il tragitto Battista avvista un naufrago su una zattera, ma Paperone gli spiega che è uno dei naufraghi anacoreti che vivono come eremiti sulle loro zattere portate da una corrente che li fa girare intorno all'isola. Essi non vanno disturbati se non pare consegnare loro pacchi turistici di soccorso con dentro delle cibarie regalate dagli stessi turisti (prodotti da Paperone). All'albergo, Paperone decide proprio di dimezzare i pacchi di soccorso sfruttando il fatto che sono dei naufraghi volontari così da non dover rispettare il codice dei naviganti che impone di sfamarli generosamente. I conti tornano a quadrare ed il papero può tornare a casa. Mentre lui e Battista sono sul motoscafo avvistano di nuovo uno degli anacoreti che però è uscito fuori dalla corrente circolare e essendo ora un naufrago a tutti gli effetti, sono costretti a soccorrerlo e foraggiarlo. Lo stesso anacoreta non è felice perché avrebbe dovuto essere lasciato al suo destino e per punire Paperone gli rivela l'esistenza di un tesoro sapendo che non potrà recuperarlo.

Il tesoro in questione è composto da 7 grossi diamanti blu che un tempo erano nascosti nelle Colonne D'Ercolino quando queste erano erette sul fondo del mare. Il capo degli anacoreti poi le nascose sott'acqua e l'eremita dà a Paperone la mappa coi riferimenti augurandogli di fare degli inutili buchi nell'acqua. Tempo dopo, Paperino ed i nipotini aiutano (dietro lauto pagamento) lo zio a trovare delle zone marine compatibili con la mappa. Paperone e Battista ripartono così per il mare esaminando le varie zone con le tute da sub, ma senza successo. L'ultimo posto da esaminare è vicino ad una spiaggia e così cambiano il loro mezzo con una barchetta. Sopraggiunge però una tempesta che fa perdere loro il controllo arrivando, dopo giorni alla deriva, fino al Polo Nord. Vengono così soccorsi da degli eschimesi che si offrono di riportarli alla civiltà appena la primavera porterà il buon tempo. Vedendoli usare la pesca nel ghiaccio, Paperone ha un intuizione e capisce che è quello il posto dove si possono fare i buchi nell'acqua e dove sono nascosti i diamanti. Dopo aver segnato con della vernice i punti dove fare i buchi, Paperone torna a Paperopoli preparando una spedizione con una nave attrezzata con macchinari per l'estrazione dal ghiaccio. Ma quando arrivano, trovano solo acqua perché la banchisa si è sciolta a causa del caldo ed i loro macchinari sono ora inutili. A Paperone non resta che svenire.

Pubblicazioni italiane[]

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