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Una gara da paura è una storia di Giulio Antonio Gualtieri e Roberto Vian, pubblicata sul numero 3609 di Topolino nel gennaio 2025. È la decima storia della serie Lord Hatequack Presenta: L'ora del terrore.

Trama[]

Dalla sua magione, durante un fortissimo temporale e tra ombre inquietanti, Lord Mortimer Hatequack invita i lettori all'Ora del Terrore!

Zio Paperone e Pico de Paperis, giunti alla villa del Lord, chiedono il motivo della convocazione e Hatequack risponde che quel giorno è l'anniversario della sua prima pubblicazione (il Tetronomiduck) e che intende festeggiarlo con una gara di racconti. Le loro storie saranno valide quanto quelle create da Lord Papyron, Dottor Anatrori, Percy e Mary Shelduck nella famosa contesa che li vide affrontarsi su temi orrorifici.

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Nel 1816, causa maltempo, i quattro si ritirarono nella Villa Diodati sul lago di Ginevra e lì avvenne la sfida che ispirò molte delle successive produzioni letterarie fumettistiche e cinematografiche.
A quel punto compare Nonna Papera che li ha preceduti alla villa e ha già preparato un'appetitosa crostata. Il Lord spiega poi i motivi che lo hanno spinto a scegliere i tre paperi per la gara: Pico è un esperto di narrazioni e un caro amico, Paperone nelle sue avventure ha provato di tutto e la Nonna è famosa per i Racconti attorno al fuoco[1]. I quattro racconti dovranno essere stesi e votati entro la mezzanotte e i rintocchi della pendola sanciranno il termine della gara. Nel frattempo si odono strani rumori per le stanze, ma Hatequack li attribuisce all'anzianità dell'edificio; poi inizia, quale padrone di casa, col suo racconto.
Il Lord sta presentando al pubblico il suo dodicesimo libro, La maledizione di villa Hatequack, e spiega come le idee gli derivino dai suoi incubi.

Garapaura2

Ma i giorni successivi gli incubi non si presentano più e compaiono al loro posto sogni di fiori e arcobaleni. Hatequack avrebbe dovuto consegnare all'editore un altro libro, ma capisce che non ne è in grado; poi ha un'idea geniale: il romanzo verterà su uno scrittore dell'orrore che ha perduto le sue visioni orrorifiche. Tuttavia ancora qualcosa lo turba: dove sono finiti i suoi incubi? Nella vignetta successiva la risposta: chiusi in cantina.

Garapaura3

Viene il turno di Paperone: In una notte di pioggia, dopo essersi attardato al Club dei Miliardari per la chiusura di un contratto e temendo che questo si bagni, lo zione si abbandona alle «comodità» e sale su un tram semivuoto, con strani individui a bordo. L'autista gli chiede mille dollari per il biglietto e, alle recriminazioni di Paperone, lancia il mezzo a gran velocità attraverso una foresta di alberi mostruosi: se vuole tornare a Paperopoli, deve sganciare la cospicua somma. Lo zione rifiuta ancora, cade nel buio accompagnato dal ghigno dell'autista e si ritrova alla fermata del tram dalla quale fugge velocemente, ripromettendosi di non cercare più le comodità.

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Tocca a Nonna Papera: La Nonna ha intagliato zucche per i nuovi spaventapasseri con l'aiuto di Ciccio, ma una di queste è riuscita diversa dalle altre, con un ghigno spaventoso. Poco impressionata, va a dormire, ma Ciccio, ancora alzato, vede comparire alla finestra, spuntata dal buio della notte, l'orribile zucca con la sua risata mostruosa. Al mattino la Nonna trova la zucca fatta a pezzi e Ciccio è scomparso. Lo cerca allora alla Fiera della Gastronomia di Ocopoli, ma durante il cammino si imbatte in uno spaventapasseri che ha per capo l'inquietante vegetale. Scoppia un improvviso temporale e la Nonna rientra a casa, con la sensazione però che qualcuno la stia seguendo. La risposta arriva col ritorno del bel tempo: lo spaventapasseri è Ciccio la cui testa si è incastrata nella zucca; una volta libero confessa che non ricorda come si sia vestito così e recupera forze divorando un flan di zucca. Da allora tuttavia nelle notti di luna piena continua a rivedere il ghigno orrendo.

E, mentre continuano i tonfi misteriosi, giunge il momento di Pico con l'ultima storia. Paperez Corsetti invita Pico alla sua elegante villa in montagna e lo conduce nella vasta biblioteca che ritiene sia maledetta: si presentano infatti agli occhi del visitatore fulmini a ciel sereno, una pioggia di rane, il crollo di una mensola, tavoli e sedie incatenati perché levitanti. Corsetti ha chiamato Pico quale laureato in maledizioni letterarie e gli chiede di trovare una spiegazione ai fenomeni. Il papero suppone che la colpa sia di un volume maledetto, La parte più oscura, e si accinge alla ricerca; l'improvviso sorgere di un vento lo indirizza verso il libro.

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Pico cerca di afferrarlo ma questo sfugge alla presa e digrigna minacciosamente denti libreschi, dai quali il plurilaureato si salva grazie alle catene portate in tempo da Corsetti. Imprigionato, il terribile volume cessa di provocare gli strani eventi.

Storia affascinante ma impossibile, dichiara Hatequack; ma in qualche parte della casa, in una teca nascosta si trova il maledetto tomo incatenato che produce gli strani tonfi. Ora è il momento di eleggere il vincitore, ma è troppo tardi: la pendola, urtata da Pico al suo arrivo, si è fermata e segna le nove quando in realtà è mezzanotte. Il Lord invita tutti a fuggire perché a quell'ora i suoi incubi chiusi in cantina escono ed invadono la villa. Ma ormai sono arrivati: una mummia, un vampiro, un licantropo, un pagliaccio ed altri mostri hanno circondato i paperi perché vogliono anche loro partecipare alla gara. Si può fare, dice Hatequack, e mentre Paperone, Pico e la Nonna tornano alle loro case, il Lord resta con i suoi incubi ad ascoltare i loro racconti dell'orrore. Comincia il primo: «Era una bella giornata di sole e mi ritrovai in un campo di fiori brillanti e profumati…»

Analisi e riferimenti[]

La storia è modellata su di una reale gara letteraria che vide quali protagonisti Lord Byron, il suo medico John William Polidori, Percy e Mary Shelley, rinchiusisi a Villa Diodati appunto in giorni di maltempo; lo racconta la stessa Mary Shelley nell'introduzione alla sua più nota opera, Frankenstein or the Modern Prometheus. Alcuni anni dopo anche un altro romanzo scaturì dalla via aperta da quel ritiro: The Vampyre di Polidori che, come Frankenstein, ridiede impulso alla letteratura gotico-orrorifica e segnò la strada per le successive creazioni del genere. Come anche Pico ricorda, «letteratura, cinema e fumetti tenebrosi sono tutti debitori di quello scontro».

Nella storia disneyana il racconto più raccapricciante se lo aggiudica Paperone, mentre la Nonna porta un che di rassicurante anche nella spaventosa smorfia della zucca e Pico è l'intellettuale di sempre, alle prese -guarda caso- con un libro, tomo agghiacciante e digrignante, ma pur sempre libro. La storia di Hatequack, l'incubo a colori pastello, è il rovescio dell'orrore per la gente comune e non fa testo nella rassegna spaventevole; un abbozzo di analogo orrore al contrario (sole e fiori odorosi) è il racconto di uno dei mostri sopraggiunti a fine storia

Hateq5

Lo sceneggiatore Gualtieri, anche qui senza Nucci, tiene fede ad alcune sue preferenze: paperi e libri, anche se i volumi magici e terribili sono frequenti nelle storie della serie; qui si ricorda inoltre l'opera prima di Hatequack, il Tetronomiduck che compare nell'episodio pilota Zio Paperone e la maledizione delle maledizioni: in quell'occasione, Pico liberò Hatequack imprigionato in un quadro della sua antica villa e nacque l'amicizia tra i due.

Pregevoli come sempre i disegni di Vian, ma notevole è anche la copertina di Paolo Mottura (v. template), ispirata alla storia di Paperone che, mentre attende il tram n. 1 carico di mostri, tiene in mano un libretto dal titolo Five Creepy Tales e la fermata del tram è l'evocativa Muddy Pond.

Note[]

Pubblicazioni italiane[]

Storia precedente Una gara da paura Storia successiva
Paperino e il Manuale del Trova Mostri

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22 gennaio 2025 Topolino e il gatto con la "G" maiuscola

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