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  • Topolino e l'intruso spazio-temporale
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Topolino e l'intruso spazio-temporale è una storia della Macchina del tempo firmata dalla coppia Giorgio Pezzin/Massimo De Vita, uscita in due tempi su Topolino 1668 del 15 novembre 1987.

Trama[]

Prima parte[]

Pippo sta pranzando a casa di Topolino quando sentono in tv che Zapotec e Marlin stanno tornando in anticipo a Topolinia da uno spedizione in Patagonia. I due raccolgono gli amici all'aeroporto e Zapotec rivela il vero motivo del loro ritorno... qualcuno è entrato nel laboratorio segreto dove si trova la Macchina del tempo. Arrivati al museo i quattro scoprono che la macchina è stata azionata un mese prima manomettendo i comandi e l'intruso, che era entrato travestito da custode, tornerà la prossima domenica grazie ad un dispositivo che avevano installato per programmare il ritorno. Marlin confessa che un mese prima ha perso il suo libro con le istruzioni riguardanti la macchina facendo infuriare il collega.

Dopo aver riportato la calma, Topolino riepiloga la situazione: se il custode Topper non avesse scoperto l'effrazione il colpevole l'avrebbe fatta franca. Pippo ipotizza che possa essere Pietro Gambadilegno (che aveva scoperto della macchina in Topolino e la battaglia di Lepanto); questi in realtà non dovrebbe ricordare nulla avendo bevuto la pozione dimenticatrice, che ha potere di togliere i ricordi, ma l'identikit corrisponde. Topolino manda Pippo a scoprire se Pietro abbia rubato degli abiti prima di partire e i due scienziati a parlare con Trudy spacciandosi per venditori porta a porta. Mentre Topolino si infiltra in casa scoprendo vagonate di libri, i due vengono così a sapere che Trudy non vede più Pietro da un mese ovvero da quando, dopo essere usciti dal cinema ed aver visto un film ambientato a Costantinopoli, Pietro aveva ricevuto un vaso in testa e, dicendo di voler fare il colpo più grande della storia, si era messo a recuperare diversi testi antichi. Tra questi Topolino scopre, da un libro scritto da un frate ed a cui manca una pagina, che Pietro è andato indietro al tempo delle invasioni barbariche di Attila, nell'anno 451. I tre se ne vanno e Pippo conferma che Pietro ha preso un costume da barbaro.

Fraticelli

Topolino e Pippo vengono così mandati nella Francia del quinto secolo e, travestiti da frati, visitano un monastero dove vengono accolti da Frate Celeste e Fra Gazzetta; quest'ultimo si occupa di tenere la cronaca di ciò che succede nei dintorni e sogna di poter intervistare Attila. Topolino capisce che qualcosa viene custodito nel monastero quando improvvisamente viene dato l'allarme: stanno arrivando gli Unni.

Seconda parte[]

Attaccounni

L'esercito unno sfonda senza troppi problemi la difesa dei frati. Appare cosi Attila che si rivela essere Pietro che, avendo letto le cronache di Fra Gazzetta, conosce tutto del monastero. Mentre Topolino e Pippo si nascondono, Pietro, fingendosi deluso del magro bottino trovato dai soldati, li fa allontanare mentre lui entra nei sotterranei. Si scopre che la pagina strappata dal libro riporta le indicazioni per giungere ad una sala segreta dove Pietro trova il tesoro del monastero, ovvero tutte le ricchezze che i signorotti della zona hanno affidato ai frati. Topolino spiega a Pippo come questa situazione crea un paradosso dato che Fra Gazzetta scriverà del furto e questo darà spunto al piano di Pietro nel presente.

Topolino e Pippo continuano a seguire Pietro, che va via dal monastero, ed attaccano due unni rubando i loro vestiti in modo da potersi così infiltrare nel loro accampamento. I due vedono così Pietro, nella sua tenda, parlare col vero Attila (fisicamente molto simile a lui) che in realtà ha un carattere tenero, ma vorrebbe essere ricordato come un cattivo prendendo Pietro come esempio e lasciando che lo sostituisca.

Attilapietro

Topolino e Pippo vengono scovati dopo il ritorno dei due unni che avevano aggredito. Pietro propone di giustiziarli, ma non prima dell'arrivo dell'alba e così vengono rinchiusi e legati. Durante la notte però Pietro li libera e li porta al monastero costringendoli, sotto minaccia armata, ad aiutarlo a spostare il tesoro.

Pietro confessa di aver usato Attila per accumulare sotto il suo naso tesori che ha nascosto in modo da fingere di "trovarli per caso" una volta tornato nel presente. Ma si presenta Attila col suo esercito; questi si era insospettito per i magri bottini di Pietro e l'aveva fatto seguire. Pietro, Topolino e Pippo vengono così appesi per i piedi in attesa di essere arrostiti. Ma Attila viene avvertito dell'arrivo dell'esercito romano ed è costretto a scappare. Topolino, liberandosi, spiega che dev'essere cominciata la battaglia dei Campi catalaunici che segnerà la sconfitta di Attila per mano del generale romano Ezio.

Topolino e Pippo liberano anche Pietro e si recano al luogo dove devono essere prelevati ritrovandosi però nel mezzo tra Unni e Romani che li attaccano. Per fortuna ritornano nel presente appena in tempo e Pietro beve la pozione per dimenticare di buon grado, avendone avuto abbastanza di viaggi nel tempo.

Curiosità[]

Secondo la classificazione dei livelli di paradosso stilata da Ambrosini e Barlotti (cfr. Paradossi in Macchina del tempo), questa storia darebbe di livello P3.

Pubblicazioni italiane[]

  • Topolino 1668 (1987)
  • Omaggio Fruttolo 4 (1990)
  • I Grandi Classici Disney 70 (1992)
  • Tutto Disney 13 - Historia Papera (1999)
  • Disney Time 46 - Viaggio nel tempo (2007)
  • La Storia Universale Disney 11 - Topan il Barbaro e altre storie (2011)
  • Le più belle storie Disney 7 - Antica Roma (2014)
  • Tutto Disney 81 - Topolino e i viaggi della storia (2017)
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