- Topolino e l'avventura della Minni Alata
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- "Sembriamo silenziose, noi opere d'arte...ma non è così! Abbiamo infinite storie e non vediamo l'ora di raccontarvele!"
- ―Chiusura finale
Topolino e l'avventura della Minni Alata è una storia pubblicata su Topolino n° 3391 del 18 novembre 2020, scritta da Roberto Gagnor e disegnata da Valerio Held. Si tratta del ventisettesimo capitolo della serie La storia dell'arte di Topolino.
Trama[]
Gambadilegno e Trudy si trovano a Brescia, ma non in viaggio di piacere. Il loro obbiettivo è rubare il pezzo forte del museo, la scultura (greco-romana) in bronzo conosciuta come la Minni Alata che useranno per chiedere un riscatto alla città. Giunta la notte, la coppia raggiunge il bronzo ma appare un ologramma didattico della Minni che insiste a farli ascoltare la sua storia.

2000 anni prima, nella città greca di Topopolis, Topolonis è uno scultore impegnato a realizzare un bronzo che l'amico Pippos nota assomigliare alla loro vicina Minnide. La città intanto viene attaccata dai pirati e, per evitare che venga rubato il bronzo, Topolonis promette al capo che ne farà una statua per lui se aspetterà una notte. Insieme a Pippos, i due si mettono all'opera e, il mattino successivo, i pirati tornano alla loro porta. Il topo mostra loro la Minni a cui ha aggiunto uno scudo ed usa il riflesso del sole su di esso per accecare i pirati permettendo ai cittadini di sconfiggerli. Poco dopo arriva la regina Cleopatrabella, in visita dall'Egitto, che compra la scultura per regalarla all'imperatore Oraziano Augusto.
L'ologramma racconta così come arrivò a Roma dove l'imperatore la diede in dono alla sua colonia Brixia (l'attuale Brescia).

La storia si sposta nel 69 d.c., anno in cui 4 imperatori si contendevano il potere. Vespasiano Basettonio trionfa a Bedriaco (ad est dell'attuale Mantova) sul rivale Vitellio Gamba, ma questi ha un piano...raggiungere Roma prima di lui e far credere a tutti di aver vinto. Per convincere tutti decide di farsi creare una statua di Nike[1] usando la Minni che rubato. Gamba si rivolge così allo scultore Topolinio il Breve minacciandolo al suo rifiuto ma il topo decide di giocare d'astuzia. Il giorno dopo, Gamba viene a ritirare la scultura modificata (con una base e delle ali al posto dello scudo), ma Topolinio sembra sparito. Accompagnato dal fido Sgrinfius e dai suoi soldati, Gamba porta la Nike a Roma ma dalla base appare Topolinio che smaschera l'usurpatore proprio mentre arriva anche Basettonio che dichiara la Minni simbolo di libertà.
L'ologramma continua narrando come l'impero romano entrò poi in decadenza fino al crollo e alle invasioni barbariche dei Buzzurrogoti di Gamabrico. Il dotto Zapotecus riuscì però a mettere in salvo la Minni grazie all'aiuto dei due barbari Topoacre a Pippogoto, più sensibili all'arte del loro capo.

Si arriva così al 1826 dove il club archeologico guidato dal conte Topolin Basiletti ha ritrovato tra le vestigia della Brescia antica il Capitolium (il tempio dedicato agli dèi) scavando nei terreni della contessa Minni Topaggi Gambara. Il topo ha un debole per lei, ma deve vedersela col gentiluomo Monsieur Le Blot. In realtà questi è il ladro d'arte Le Macchion Noir e, giunta la notte, prova a depredare il luogo ma viene sorpreso da Topolin. Nella colluttazione che ne segue, i due scoprono il luogo dov'è nascosta la Minni Alata. Le Blot viene così catturato e Topolin conquista il cuore della contessa.
L'ologramma conclude che quel luogo divenne il nucleo del museo ed ora i suoi ascoltatori possono capire l'importanza dei reperti e di quanto l'amore per l'arte possa aiutare a capire e salvare la loro storia. Gambadilegno decide lo stesso di portare via la Minni Alata, ma trova ad attenderlo la polizia insieme a Topolino e Basettoni che avevano avuto una soffiata. Il giorno dopo, il museo riapre e i visitatori possono tornare ad ammirarne le opere esposte e conoscere le loro storie.
Tratti storici[]

La Minni Alata è ispirata alla Vittoria Alata, un'antica statua di bronzo ed uno dei simboli di Brescia, di cui vengono narrate le vicende in chiave disneyana. La statua venne ritrovata nel 1862 durante gli scavi archeologici del tempio romano dell'antica Brixia diventando uno dei più importanti ritrovamenti del secolo. Ne vennero fatte anche diverse copie tra cui una commissionata da Napoleone III e che ora si trova al Louvre.
Nel 2020, anno di pubblicazione della storia disneyana, per celebrarne il ritorno dopo due anni di restauro la Vittoria Alata venne riposizionata nel Capitolium (in prossimità del luogo dove fu ritrovata) riallestito dall'architetto spagnolo Juan Navarro Baldeweg.
Pubblicazioni italiane[]
- Topolino 3391 (2020)
Note[]
- ↑ Nike era la dea della vitoria
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