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  • Topolino e il gatto con la "G" maiuscola
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Topolino e il gatto con la “G” maiuscola è una storia di Pietro Zemelo e Francesco D'Ippolito, pubblicata sul numero 3620 di Topolino nell'aprile 2025. È l'undicesimo episodio della serie Lord Hatequack Presenta: L'ora del terrore.

Trama[]

Lord Mortimer Hatequack accoglie ancora una volta i lettori nella sua casa, a mezzanotte, promettendo come di consueto una storia forse vera, forse inventata ma in ogni caso spaventosa. La stanza è arredata con quadri, lampade, statuine rappresentanti dei gatti, animali -spiega il lord- da sempre associati alla stregoneria.

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Una notte, all'Università di Topolinia, un pippide dai capelli rossi entra nello studio del professor Arcanè di cui è l'assistente; il professore non c'è, ma sulle pareti della stanza e su centinaia di fogli sul pavimento compaiono disegni di gatti. Apparentemente sono tutti uguali o molto simili ma, passandone un po' in rassegna, il pippide ne nota uno diverso, il ritratto perfetto…
Alcuni giorni dopo Pippo, accompagnato da Topolino, arriva alla casetta dello zio Teodoro De Pippis: lo zio, che è l'assistente di Arcanè, non ha risposto alle ultime chiamate del nipote e Pippo è in ansia. I due amici entrano in casa e trovano su numerosi fogli disseminati sul pavimento disegni di gatto: Topolino esamina preoccupato i fogli, mentre Pippo, per nulla impressionato, cerca sul cellulare foto di micetti. Arriva un vicino di casa a chiedere il motivo dell'intrusione ed è il solo Pippo a rispondergli; informato dei fatti il vicino dice di aver visto Teodoro in affanno ultimamente; nel frattempo Topolino ha rovistato tra i disegni di Teodoro ed appare stordito.

GattoG1

Arriva una telefonata di Manetta a distogliere i due dai gatti: è in corso una rapina a una banca e l'ispettore chiede l'aiuto di Topolino; questi accorre, ma lungo la strada cespugli e pozzanghere assumono forma felina. I ladri, due volpi, escono dalla banca e, inseguiti da Topolino, iniziano la fuga, evitando all'ultimo secondo un gatto con una vigorosa sterzata; lo stesso micetto diventa enorme agli occhi di Topolino che, spaventato e disorientato, sbanda e si blocca. Da lì in avanti, per tutto il giorno e la sera, gli oggetti più normali acquistano nelle sue visioni i tratti di musi di gatto e in un incubo gli appare una terrificante testa felina. La mattina, al risveglio, Topolino trova sul pavimento della camera da letto un'infinità di disegni che non ricorda di aver fatto e che hanno tutti l'ormai sempre medesimo soggetto.
In quel momento telefona Pippo: è nello studio di Arcanè e con loro c'è anche lo zio Teodoro; Topolino li raggiunge e ascolta una strana storia narrata dal professore.

GattoG2

Molto tempo prima, un pittore solitamente allegro diveniva triste e spaventato in presenza di gatti. Si rivolse allora a una strega e riuscì a superare la sua fobia grazie a un disegno magico che tratteneva tutte le sue paure. Il pittore tornò a ridere, ma chiunque avesse visto il disegno liberatore avrebbe assorbito le ossessioni dell'uomo e tale maleficio ha colpito prima Arcanè e poi Teodoro che ha trovato il disegno del professore: per liberarsi dal sortilegio è necessario disegnare il gatto perfetto, con la “G” maiuscola, e che qualcuno lo veda. Quindi Topolino deve aver trovato tra i disegni di Teodoro quello perfetto, ma liberando lo zio di Pippo ha imprigionato se stesso. In attesa che il professore scovi un modo differente per cancellare la stregoneria, Topolino dovrà stare isolato e dar sfogo all'impulso che tutti gli ammaliati hanno di disegnare teste di gatto.

GattoG3

Così il nostro si rinchiude in una capanna isolata e trascorre le ore disegnando all'impazzata finché viene colto dal sonno e dagli incubi. Si sveglia all'improvviso a mezzanotte e vede fuori della capanna Pippo che ha tra le mani alcuni disegni. Per amicizia, Pippo ha guardato i fogli di Topolino, prendendo su di sé la maledizione e a sua volta ha tracciato qualche immagine di gatto; Topolino è commosso ma preoccupato, Pippo invece non ha paura e infatti, quando nel cielo notturno compare una magnifica e insieme spaventosa testa di gatto parlante che gli predice il terrore che lo prenderà, Pippo ridacchia, canzona il felino che si crede la luna e col suo farsi beffe della stregoneria fa scomparire l'immagine dell'animale: al suo posto appare una luminosa luna piena. Arcanè raccoglie i disegni di Pippo per precauzione e tutto sembra finito…
Non però per Hatequack, cui Arcané ha affidato i pochi disegni fatti da Pippo senza avere la certezza che fra questi ci sia il gatto perfetto. Dalla cartelletta che contiene i fogli ne scivola uno ed è proprio il gatto “G”, superbo e ridacchiante. E adesso?

Analisi[]

In questo episodio non ci sono immagini di mostri, di fantasmi, di boschi spaventosi o di castelli e magioni tetre: il terrore è dato dalle incognite e dall'aspettativa di quanto accadrà. Le uniche vignette che possono incutere un senso di disagio e di paura sono l'incubo di Topolino e l'apparizione notturna del gatto nel cielo, peraltro bellissima. Dal canto suo, anche l'umorismo è tenuto a freno e si rivela in qualche battuta di Pippo; che poi i ladri siano delle volpi in una vicenda di gatti potrebbe essere una citazione da Pinocchio.
Ma la storia propone tra le righe anche due temi rilevanti che vanno oltre terrore e mistero: uno e più evidente è il rimando all'ailurofobia, paura patologica dei gatti, fobia abbastanza comune che nel fumetto diviene ossessione e allucinazione. Meno scontato è, se lo è, il rimando alla teoria platonica delle Idee nella ricerca dell'immagine archetipica e perfetta del gatto.

Pubblicazioni italiane[]

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