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  • Topolino e i numeri di Cesare
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"De bello gallico! Suona bene! Bravo, legionario!"
Giulio Cesare a Pippo

Topolino e i numeri di Cesare è una storia di Carlo Panaro e Giampaolo Soldati, pubblicata per la prima volta sul numero 2313 di Topolino. Fa parte della serie della Macchina del tempo.

Trama[]

Topolino e Pippo sono in pizzeria con Marlin quando vengono convocati d'urgenza da Zapotec al Museo di Storia e Archeologia di Topolinia. Interrotta a malincuore la cena, arrivano al museo e Zapotec mostra loro una pergamena, trovata all'interno di un vaso accidentalmente rotto, su cui sono ancora leggibili alcune parole: Giulio Cesare, Rubicone e tre numeri romani, LXX, V e XXV. Eccitati dal mistero, i quattro decidono di inviare in Gallia Cisalpina Topolino e Pippo, immediatamente prima dell'attraversamento del Rubicone. Come spesso accade, il punto d'arrivo non è tra i più comodi e i due viaggiatori si ritrovano in fondo a un pozzo. Ma Caio Lactuga, cuoco delle legioni di Cesare, sente le loro grida e li fa risalire in superficie.

Ingresso

Per non suscitare sospetti, Topolino e Pippo fingono di volersi arruolare e vengono condotti all'accampamento, dove in lunga fila gli aspiranti legionari attendono il proprio turno. Caio Lactuga, che ha preso in simpatia i nuovi arrivati, permette loro di accedere alla prova pratica senza compilare burocratiche domande d'ammissione e così i due amici si trovano direttamente a fronteggiare Lucius Macignus, un energumeno forzuto che supera immediatamente Topolino facendo saltar via la sua spada; Pippo invece colpisce involontariamente con l'elsa il piede di Lucius, facendolo svenire: Pippo è così arruolato con lode e Topolino finisce a fare il vice cuoco di Caius Lactuga per consolazione. Cerca allora di scoprire qualcosa di più su Cesare e viene a sapere che il generale ultimamente appare incerto e pensieroso.

Galletto

Intanto Pippo ha uno scontro con un baldanzoso galletto che circola nell'accampamento e ne rimedia qualche dolorosa beccata. Da qui scaturisce una serie di fraintendimenti: dicendo di aver combattuto con un gallo, Pippo fa credere a un centurione che si sia distinto nella campagna militare da poco conclusasi e questi lo porta direttamente da Cesare, che si sta lamentando perché ha appena starnutito tre volte e ciò è di cattivo auspicio.

Imperator1

Il generale si complimenta con Pippo e nel dialogo tra i due continuano i divertenti malintesi a proposito del gallo; quando poi Cesare dice che sta cercando un titolo ad effetto per il libro delle sue memorie, Pippo suggerisce che questo titolo sia bello e il generale s'illumina: sarà il De bello gallico! Topolino nel frattempo ha continuato le indagini senza successo; ma la mattina dopo arriva all'accampamento Servio Doxus, àugure di Cesare, incaricato di leggere gli auspici per le azioni militari.

Serviodoxus

I due crononauti allora vanno ad origliare fuori dalla tenda del generale e da ciò che ascoltano si rivela loro il significato dei numeri: sono il risultato di un sondaggio! Su cento romani, settanta (LXX) sono favorevoli al rientro a Roma di Cesare contro il volere del Senato, cinque (V) sono contrari e venticinque (XXV) si astengono.

Procedamus

Il generale, incoraggiato dal sondaggio cerca una frase celebre a ricordo della futura impresa e pensa al «dato» tratto dal sondaggio ma, essendogli scoppiato il raffreddore che già covava, la pronuncia di dato è «dado» e in questa versione il celebre detto è registrato da Doxus e passa ai posteri.

Topolino e Pippo, sorpresi ad ascoltare furtivamente, sono scambiati per spie e rincorsi: appena in tempo giungono all'appuntamento per il ritorno a casa. Zapotec e Marlin, messi al corrente, non si lasciano sfuggire l'occasione del solito bisticcio: la scoperta del sondaggio è importante, la si deve divulgare o no?

Analisi e riferimenti[]

  • Lo starnuto nell'antichità era rivestito di significati particolari e superstizioni; interessante a proposito il trattatello di Giacomo Leopardi, Saggio sopra gli errori popolari degli antichi, un cui capitolo è dedicato appunto allo starnuto.
  • il Rubicone tracciava il confine oltre il quale non era concesso entrare con l'esercito in armi; il suo passaggio è pertanto una provocazione di Cesare al Senato e la famosa frase, forse mai realmente pronunciata dal generale, pone l'accento sulla gravità dell'atto che stava per compiere.[1] Inoltre gli storici (Plutarco e Svetonio soprattutto) tramandano diversamente il detto, che doveva essere in origine «Il dado sia tratto!».[2]
  • Gli àuguri erano gli interpreti dei segni nella divinazione romana e prima di ogni azione importante, politica o militare, i magistrati traevano sempre gli auspici per esplorare la volontà degli dèi.[3]
    Romancamp
  • Dal punto di vista grafico, è pregevole la riproduzione dell'accampamento romano e delle sue componenti (tende, torrette, palizzate,arredi).

Curiosità[]

Qui Marlin e Zapotec discordano sulla necessità di divulgare la scoperta; solitamente, però, tra i due c'è l'accordo di non svelare nulla dei viaggi nel tempo, per non interferire con le vicende storiche e per non invogliare qualche truffatore ad utilizzare la macchina per fini disonesti.

Principali pubblicazioni italiane[]

  • Topolino 2313 (2000)
  • Supplementi a Topolino 2617 - La storia vista da Topolino 1 - Dalla preistoria all'Impero Romano (2006)
  • La Storia Universale Disney 9 - Paperinus Tapinus e altre storie (2011)
  • Disney Big 9 (2015)

Note[]