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  • Topolino e i cavalieri della Tavola Rotonda
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"Quando c’è di mezzo la televisione, non c’è tavola rotonda che tenga.

"

Topolino (battuta finale)


Topolino e i cavalieri della tavola rotonda è una storia scritta da Sisto Nigro,  disegnata da Giampiero Ubezio e pubblicata per la prima volta su Topolino 1683 il 28 febbraio 1988. Fa parte delle storie della macchina del tempo.

Trama[]

Topolino tavola rotonda 2

Marlin e Zapotec stanno per presentare ad un convegno storico una relazione, in cui sostengono che re Artù e la tavola rotonda sono esistiti realmente. La loro tesi è messa però in dubbio dal ritrovamento di un bassorilievo, risalente al sesto secolo, dove re Artù siede ad una tavola rettangolare.

Come di consueto, i due scienziati, per risolvere il problema, chiedono aiuto a Topolino e Pippo. I due eroi vengono inviati nell’Inghilterra di quindici secoli prima, travestiti da cavalieri. Appena arrivati, incontrano Serenello, menestrello alla corte di Camelot, disperato perché non riesce a comporre una canzone in onore della regina Ginevra. Topolino lo aiuta a uscire dall’imbarazzo, adattando all’occasione un successo del ventesimo secolo (Si può dare di più, vincitrice in quell’anno del festival di San Remo).

Grato, Serenllo introduce a corte i due viaggiatori e li presenta a re Artù, come due cavalieri provenienti da un paese lontano. Artù si mostra davvero un sovrano ospitale e cortese, come vuole la sua leggenda, e invita a pranzo i due stranieri.

Lì, Topolino ha una delusione. La tavola di re Artù è rettangolare e i suoi cavalieri, per avere il dirotto di occupare il posto d’onore, si vantano di imprese mai compiute; le loro discussioni finiscono regolarmente in una rissa generale. Per risolvere il problema, Artù ha indetto un grande torneo, il cui vincitore avrà diritto di sedere a capotavola.

L’indomani, Topolino e Pippo assistono al torneo dalla tribuna reale. La competizione si trascina per le lunghe, sia perché i cavalieri sono impacciati dalle pesanti armature, sia perché i combattimenti sono costantemente interrotti da dispute regolamentari.

Annoiati, Topolino e Pippo lasciano il campo e tornano a Camelot, assieme a Serenllo. Al castello, fanno conoscenza di sir Lancillotto, un cavaliere gentile e coraggioso ma svantaggiato dal fisico gracile, che gli impedisce di indossare le pesanti armature obbligatorie nei tornei.

Topolino trova un escamotage per consentire allo sfortunato cavaliere di mostrare il suo valore. Lancillotto si presenta al torneo con un ditale al mignolo (e quindi, formalmente, col corpo protetto da un’armatura) e armato solo di una corda. Usando questa come lazo, Lancillotto abbatte prima il favorito Cavaliere Nero e poi tutti gli altri contendenti, vincendo il torneo in soli venti minuti.

L’outsider ha così ottenuto il diritto di sedere a capotavola, ma questo suscita immediatamente l’invidia dei suoi colleghi. Grazie a una frase detta casualmente da Pippo (“O tutti o nessuno”), Lancillotto trova la soluzione: costruire una tavola rotonda, senza posti di onore e dove tutti siano allo stesso piano.

Dalla tavola rettangolare...

Dalla tavola rettangolare...

...alla tavola rotonda.

...alla tavola rotonda.

I due viaggiatori nel tempo possono così tornare nel presente dopo aver svolto la loro missione: dimostrare che Artù è realmente esistito e che la sua tavola era davvero rotonda. Marlin e Zapotec possono così presentare serenamente la loro relazione al congresso di storia, ma non riusciranno ugualmente a leggerla. Fra gli altri relatori, scoppia infatti una rissa generale, come fra i cavalieri di Camelot, questa volta per il diritto di essere inquadrati dalla telecamera.


Curiosità[]

  • La storia ricorda il romanzo di Mark Twain Un americano alla corte di re Artù, sia per l’idea di base del viaggio nel tempo che per lo spirito dissacrante con cui sono rivisitate le leggende cavalleresche.
  • Insolita la rappresentazione di Merlino, che qui non è lo stregone di corte ma il consigliere del Cavaliere nero, ed è soprannominato il mago per le sue doti di allenatore (trasparente allusione a Helenio Herrera).

Edizioni italiane[]

  • Topolino (libretto) 1683 (1988)
  • Omaggio Fruttolo 6 - È un regalo di Fruttolo (1990)
  • I Classici di Walt Disney (seconda serie) 192 (1992)
  • Raccolta I classici di Walt Disney Speciale Magic Fish 1 (1995)
  • I Classici di Walt Disney (seconda serie) 244 (1997)
  • Più Disney 27 - Le storie del Paperevo (2003)
  • Disney Libri a fumetti 200308 - Le storie del Paperevo (2003)
  • Supplementi a Topolino (libretto) 2618 - La storia vista da Topolino 2 - Dal Medioevo a Cristoforo Colombo (2006)
  • I Classici della Letteratura 8 - Topolino e i cavalieri della tavola rotonda (2006)
  • I Classici della Letteratura (2a edizione) 21 - Topolino e i cavalieri della Tavola Rotonda (2013)
  • Super Disney 61 - Il topo di spade (2015)
  • Capolavori della Letteratura (3a edizione) 20 - Topolino e i cavalieri della tavola rotonda (2020)
  • Classici della Letteratura 4 - Topolino e i cavalieri della tavola rotonda(2024)
  • Super Disney 107 - Topolino in Team - Mondi Fantastici (2024)
  • Raccolta I classici di Walt Disney (seconda serie) 19
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