- The Phantom Gondolier
- Commenti
The Phantom Gondolier è una storia statunitense sceneggiata da Michael T. Gilbert, disegnata da Stephen DeStefano e inchiostrata da Gary Martin, comparsa per la prima volta negli U.S.A. su Mickey Mouse Adventure 1 nel giugno 1990. La storia è inedita in Italia.
Trama[]
Topolino e Minni stanno trascorrendo una vacanza a Venezia; Minni è incantata dall’atmosfera della città, mentre Topolino è alle prese con uno stuolo di gatti ingolositi dalle salsicce che ha comprato. In una calle appartata, trovano un negozio di antichità, ancora aperto nonostante sia sera, ed entrano. Minni vede una splendida collana e, sebbene un cartello solleciti a non toccarla, la indossa. Compare allora la proprietaria, la signora Rosa, terrorizzata, ed invita Minni a levarsi la collana poiché è maledetta
L’arrivo del gondoliere
Ma Minni non riesce a toglierla; la signora, sempre più disperata, racconta confusamente di un gondoliere che, prima di mezzanotte, verrà con la sua gondola fantasma a prendere Minni per portarla con sé nel mondo delle ombre (shadowland); una volta passato il Ponte di Rialto, la ragazza sarà sua per sempre.
Mici provvidenziali
In quel momento Topolino si accorge che Minni è scesa sull’imbarcadero e il gondoliere, vestito di nero, si sta avvicinando al suono di una musica ipnotizzante, che toglie a Minni ogni volontà. Ma Topolino non si dà per vinto e, poiché la fidanzata è circondata dai gatti che mai hanno abbandonato la coppia, getta loro le salsicce: i mici le assaltano golosi, risvegliando Minni dalla trance e impedendo al gondoliere di avvicinarsi.
Il racconto di Rosa
Il gondoliere si allontana con occhi infuocati lanciando maledizioni e promettendo di tornare, mentre Topolino, Minni e la signora Rosa trovano riparo nell’abitazione di lei. Lì la signora racconta più dettagliatamente la storia: il gondoliere era un crudele mago e incantatore, che al suono del suo zufolo poteva indurre piante e fiori a piegarsi e comporsi in forme strane e orripilanti. Il mago s’era innamorato di un’antenata di Rosa, Elizabeta Mc Mousini, e le aveva donato la collana come pegno del suo sentimento. Ma la fanciulla aveva paura dell’uomo e suo padre, per proteggerla, lo fece imprigionare; il mago lanciò allora la sua maledizione: quando Elizabeta avesse indossato la collana, lui l’avrebbe trovata, ovunque ella fosse, anche dopo secoli. Non importa quindi che Minni non sia Elizabeta: ha indosso la collana e per il gondoliere non fa differenza. Allo scoccare della mezzanotte, però, lo spettro dovrà ritornare nell’Oltretomba per sempre, con o senza di lei.
La mezzanotte
In quel momento, un lungo ramo verde afferra Minni dalla finestra e la trascina sula gondola dello spettro, insieme con uno dei gatti. Topolino si fa prestare il motoscafo di Rosa, parte all’inseguimento e riesce a strappare Minni e il micio dalla gondola; ma lo scontro continua e il fantasma mette in atto tutto il suo potere per non perdere la sua preda prima che sia mezzanotte. Con lo zufolo richiama altre liane verdi, ma Topolino ne fa un lazo e toglie lo zufolo al gondoliere; non c’è più tempo per lui: suona la mezzanotte e lo spettro svanisce per non tornare più. Finalmente liberi, insieme col gattino, Topolino e Minni gettano la collana nel Canal Grande: di certo la signora Rosa non ne sarà addolorata.
Riferimenti[]
La storia, una cupa vicenda noir, potrebbe ispirarsi alle atmosfere arcane e fosche di molti racconti di Edgar Allan Poe, in particolare di The Assignation (L’appuntamento) che si svolge anch’esso in una fascinosa Venezia notturna -qui ben resa dai colori intensi, dalle immagini spesso drammatiche e dagli scorci singolari- in cui una splendida donna è sottomessa alla promessa fatta a un misterioso straniero; altri testi della letteratura del mistero possono aver guidato la creatività dello sceneggiatore, da Hoffmann a Leroux, quest’ultimo per l’incantamento che la musica può produrre nell’ascoltatore, come avviene nel Fantasma dell’Opera. Unico elemento sdrammatizzante è la squadra di deliziosi gattini che, presenti in gran parte delle vignette, portano una nota di tenerezza lontana dalle inquietudini che spesso accompagnano le vicende letterarie dei loro simili felini.
Pubblicazioni italiane[]
Non risultano ancora pubblicazioni italiane ufficiali