- Teatro dell'Opera di Paperopoli
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Il Teatro dell'Opera di Paperopoli è il più antico e più grande teatro cittadino. È localizzato nei pressi del quartiere di Shopping Mile vicino alle abitazioni di Paperina e Chiquita[2].
Prime apparizioni[]
I primi accenni all'esistenza di un teatro dell'opera a Paperopoli si hanno probabilmente nella storia di Frank McSavage Paperino multi multi miliardario (1951). Carl Barks allude alla sua esistenza nella storia del 1959 I grandi traslochi di Paperino (in cui il papero, traslocatore, deve occuparsi di un delicato incarico per conto del teatro); ancora più fugace è l'accenno in Zio Paperone e il bouquet di... fiori, tavola autoconclusiva di Barks del 1964: lo Zione, dovendo accompagnare Nonna Papera all'opera, le offre, come fiore da appuntarsi sull'abito, un poco costoso cavolfiore.
Quanto alle storie italiane, una stagione lirica paperopolese di una certa importanza è descritta in Paperino e lo spartito inedito di Romano Scarpa (novembre 1964); tuttavia le caratteristiche dell'edificio non sono state approfondite.
Edificio[]
il progetto del teatro di Cinabro Coot
Secondo la rubrica TopoTravel e la storia Nonna Papera e il fantasma dell’opera, realizzate da Blasco Pisapia, l'edificio venne realizzato e progettato da Cinabro Coot lo zio di Nonna Papera all'inizo del XX secolo[2].
La facciata del teatro denuncia la sua matrice mitteleuropea, riconducibile in questo all'Opera di Budapest[3]. L'interno all'italiana, distribuito su quattro ordini di palchi e un loggione (manca la galleria), farebbe presupporre una capienza di almeno 1200-1300 posti a sedere, in linea con le esigenze di una metropoli moderna come Paperopoli.
Il progetto datato 1916 fa presupporre un atteggiamento piuttosto conservatore da parte degli abitanti e delle istituzioni locali: infatti simile sfoggio di elementi decorativi, secondo uno stile classico e tradizionale, potrebbe essere tranquillamente retrodatato di una cinquantina d'anni. Va tuttavia riconosciuto che esempi di architettura simile sono abbastanza diffusi nelle Americhe. Per esempio il quasi coevo teatro di Manaus rivela un atteggiamento ancor più conservatore del Massimo paperopolese. Interessante il riferimento all'ampio utilizzo del color cinabro, che sarebbe poi a dire il vermiglio, negli interni del teatro. Il cinabro ha numerose implicazioni di carattere alchemico soprattutto nella speculazione cinese[4].
Galleria[]
Note[]
