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  • Pipwolf e la sfida del pagliaccio che ride
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Pipwolf e la sfida del pagliaccio che ride è una storia del secondo ciclo della serie X-Mickey, scritta da Augusto Macchetto, disegnata da Marco Mazzarello e pubblicata per la prima volta sul numero 2630 di Topolino.

Trama[]

La storia è raccontata in prima persona da Pipwolf ai lettori.

Durante una delle sue escursioni nel mondo reale, Pipwolf si reca di notte al museo Termitage e scopre che sono sparite le figure umane da alcuni dei suoi quadri preferiti (Il vascello fantasma, Il bar di Edward Bebopper e Il circo di Sciakall; evidenti le allusioni a Edward Hopper e Marc Chagall). Tornato a casa, chiede consiglio a Jeremy, che gli rivela come anche i quadri del mondo reale abbiano una vita propria che però, a differenza di quelli del Mondo dell’impossibile, tengono nascosta ai visitatori.

I due si recano allora al Termitage e cominciano a viaggiare nei quadri. Scoprono così che uno dei pagliacci ritratti da Sciakall ha fatto deviare la rotta del vascello fantasma e ha attirato gli avventori del bar di Bebopper in un altro locale. Lo scopo finale del clown è di riempire tutti i quadri del museo con il suo ritratto ridente, dopo averli svuotati degli altri personaggi.

Dopo un lungo inseguimento per vari dipinti (si riconoscono le opere di Picasso, Mondrian e Van Gogh) Pipwolf raggiunge il pagliaccio al Circo e lo sconfigge facendo ricorso all’unica arma efficace contro di lui: il martello di gomma. Pipwolf e Jeremy riportano i quadri alla loro condizione originaria, sotto gli occhi increduli del direttore e di un guardiano, che hanno assistito a tutta la vicenda, convinti di stare sognando. Il pagliaccio, però, riesce a fuggire; di lì a poco, al Louvre appare un naso rosso sul volto della Gioconda.

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