- Pippo e l'arte immaginaria
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Pippo e l'arte immaginaria è una storia breve di Giorgio Martignoni e Tiberio Colantuoni, pubblicata sul numero 2427 di Topolino.
Trama[]
Al museo d'arte di Topolinia, il direttore deve inaugurare una mostra di quadri (di artisti come Tinturicchio e Mausgritte) ed intrattiene la stampa. Ma le opere sono appena arrivate e devono essere sistemate dagli addetti rapidamente. Tra di essi c'è Pippo a cui viene assegnato il compito di appenderli.
Poco dopo arrivano i primi visitatori che rimangono un po' sorpresi da quello che vedono e chiedono cosa rappresentino le opere. Pippo spiega che deve trattarsi di "assenteismo"; nei quadri manca qualcosa che deve essere riempito con fantasia e immaginazione. Il pubblico trova la teoria molto interessante e, stimolati dalle spiegazioni di Pippo, cominciano a fare paragoni con vari oggetti e farsi domande su quali di essi hanno ispirato i pittori. Persino i bambini si interessano alla pittura.
Poco dopo, mentre il pubblico passa ad un'altra sala, arriva il direttore con la stampa e si scopre che i quadri sono sì appesi, ma ancora dentro gli imballaggi. Tuttavia viene evitata la figuraccia grazie alla storia dell'assenteismo e Pippo riceve complimenti venendo scambiato per un critico d'arte. Infatti una donna proprietaria di una galleria d'arte gli chiede aiuto per illustrare i quadri ai suoi clienti. Pippo riesce così a vendere vecchi quadri dalla galleria grazie ad una semplice strategia: i saldi.
Pubblicazioni italiane[]
- Topolino 2427 (2002)