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Paperobot contro i Paperoidi[1] è una storia scritta e disegnata da Romano Scarpa, pubblicata per la prima volta in Italia il 22 febbraio e il 1° marzo 1981 sui numeri di Topolino 1317 e 1318.

Trama[]

Zio Paperone, ritenendo insufficienti le fonti di reddito tradizionali, decide di cercare dell'oro nello spazio e incarica Archimede di identificare un corpo celeste adatto per lo sfruttamento. Lo scienziato scopre effettivamente un planetoide che abbonda del prezioso metallo, ma si trova troppo lontano per essere raggiunto in tempi brevi.

A questo punto la storia si sposta sul planetoide in questione, chiamato Beta-Centaurum e costituito effettivamente in massima parte di oro puro: i suoi abitanti, detti Paperoidi, avevano da tempo scoperto come utilizzare il metallo per ottenere energia utile alla vita e avevano raggiunto un'avanzata tecnologia. La vita sull'astro era però resa difficile dalla presenza del tirannico sovrano Ducklien, che, accompagnato dalla sciocca nipote Zilia, passava le sue giornate in scorribande, disturbando i sudditi per puro divertimento: gli abitanti, esasperati, decisero infine di esiliare Ducklien nello spazio, in un mezzo equipaggiato di sufficiente quantità d'oro per permettere la vita ai suoi occupanti, fintantoché non avesse scoperto su un altro pianeta una nuova fonte d'oro necessaria alla sua sopravvivenza. Rimasero fedeli al sovrano e si imbarcarono con lui, oltre a Zilia, il "tecnoide" Gallien e i servitori Sock e Gonz.

Dopo un certo tempo l'auronave con Ducklien e il suo seguito viene a conoscenza dell'esistenza della Terra, e in particolare in questo pianeta di una grande quantità d'oro accumulata in uno spazio ristretto: neanche a dirlo, si tratta del Deposito di Paperon de' Paperoni. Nello stesso momento, l'auronave dei Paperoidi con il suo carico d'oro viene identificata dai sofisticati strumenti di Archimede. Sia Ducklien che Paperone progettano di impadronirsi del quantitativo di metallo appena scoperto: il multimiliardario invia nello spazio un'astronave a forma di papero chiamata Paperobot e guidata da Paperino perché si appropri di quello che i paperi terrestri credono ancora un corpo celeste. Ma la missione fallisce su tutta la linea: lo strano oggetto spaziale non si lascia avvicinare e reagisce minacciosamente, e il Paperobot deve tornare alla base.

Dal suo canto Ducklien, che si era già reso conto dell'esistenza dei paperi terrestri, spedisce Sock e Gonz perché inseriscano nel deposito di Paperone degli arnesi in grado di trasferire l'oro direttamente nell'auronave. Contemporaneamente, Paperino riparte per la seconda missione, stavolta in una zanzara spaziale dotata di pungiglione in grado di perforare l'oggetto celeste e di risucchiare l'oro: lo accompagna Paperina, preoccupatissima che il suo fidanzato perda troppo tempo e che non la possa accompagnare a una per lei importantissima performance di parrucchieri paperopolesi.

La zanzara, dotata di raggio che un riesce a bloccare tutte le tecnologie dell'auronave, riesce a perforare il mezzo e Paperino inizia a risucchiare l'oro dei Paperoidi. Nel frattempo, sulla Terra, Sock e Gonz riescono facilmente a penetrare nel deposito e a vincere le resistenze di Paperone, Archimede e Qui, Quo, Qua, che incollano letteralmente al suolo: ma i congegni progettati da Gallien per trasferire l'oro di Paperone nell'auronave sono anch'essi bloccati, quindi la situazione appare in fase di stallo.

Vedendo le pastiglie auree su cui si basa la soppravvivenza dei Paperoidi svanire e nell'impossibilità per Gallien di neutralizzare i raggi bloccanti, Zilia tenta il tutto per tutto, truccandosi in maniera provocante e cercando di sedurre Paperino. Il trucco riesce e il papero lascia rapidamente la zanzara per intrufolarsi nell'auronave. Paperina, gelosissima, lo segue: ma se la principessa disillude subito Paperino, è lo stesso Ducklien a innamorarsi della papera terrestre, a cui fa capire a gesti che intende sposarla e farne la regina del suo popolo. Paperina finge di assecondarlo solo per poter scappare: lei e Paperino tornano in fretta nella zanzara spaziale e fuggono con tutto l'oro dei Paperoidi.

Allontanatasi la zanzara spaziale dall'auronave, i raggi bloccanti di Archimede hanno perso effetto e la tecnologia paperoide torna a funzionare, cosicché l'oro del deposito viene rapidamente trasferito nel mezzo spaziale. Sia Paperone che Ducklien si sono appropriati dei beni dell'avversario, senza ritrovarsi né in guadagno né in perdita.

Ducklien non si dà per vinto e, tramite un collegamento video, sfida Paperone a una sorta di braccio di ferro spaziale con due astronavi appositamente predisposte: il multimiliardario accetta e, dopo qualche incertezza, batte Ducklien ricorrendo a un trucco che aveva imparato nel Klondike. I Paperoidi sconfitti sembrerebbero destinati alla fine, ma Paperone si mostra generoso: lascia a Ducklien il suo oro, e in cambio chiede uno dei numerosi motori dell'auronave, apparecchi costruiti con oro finissimo e in grado di trasformare l'oro stesso in energia. Gli extraterrestri non hanno nessun problema a cedere il motore aureo, rimangono con una scorta del metallo prezioso sufficiente per sopravvivere per molti anni e Paperone rientra sulla Terra soddisfatto sia per essersi appropriato di un oggetto di eccezionale valore sia per aver fatto una buona azione.

Analisi[]

Paperobot contro i Paperoidi, pubblicata nel 1981, si inserisce in un periodo storico di grande successo per il genere fantascientifico: la prima trilogia della saga cinematografica Guerre stellari data fra il 1977 e il 1983; nel 1980 fu per la prima volta diffusa in Italia la serie televisiva Star Trek; a cavallo fra gli anni '70 e gli '80, infine, furoreggiavano nel nostro Paese gli anime giapponesi con robot spaziali.

La storia, che intende senza dubbio cavalcare la moda dell'ambientazione spaziale e del tema della lotta dei terrestri contro gli alieni, è comunque da considerare fra le più significative di argomento fantascientifico prodotte in Italia. I motivi dello strenuo combattimento fra terrestri e alieni e dello scontro fra mostri meccanizzati la distacca da altre rappresentanti del genere di data precedente e di creazione barksiana[2] e avvicina, come detto, la storia di Scarpa alla saga di Guerre stellari o ai cartoni animati giapponesi coevi.

D'altra parte, come sempre nell'universo disneyano, viene fortemente sfumato il motivo drammatico dello scontro fra bene e male, spesso fin troppo serio e monocorde, del genere fantascientifico: non mancano gli spunti comici, causati dalla goffaggine di Paperino o dalle manie di Paperina; i mezzi spaziali disegnati da Scarpa, a forma di papero, di zanzara o di budino, sono delle felici caricature degli inquietanti e mostruosi congegni che i lettori dell'epoca erano abituati a vedere nei cartoni animati giapponesi; la storia si conclude con un lieto fine per tutti i protagonisti, e lo stesso "cattivo" Ducklien appare dotato di una qualche umanità. Dal punto di vista narrativo appare notevole (e piuttosto insolito nelle creazioni a fumetti Disney) lo spostamento della vicenda su due fronti contrapposti - la Terra e il mezzo spaziale dei Paperoidi - nella parte centrale della storia.

Pubblicazioni[]

La storia è stata pubblicata sette volte in Italia:

Inoltre è stata tradotta e pubblicata in Brasile, Danimarca, Finlandia, Germania, Norvegia, Spagna e Svezia.

Note[]

  1. Nella prima tavola il titolo è preceduto dalla denominazione Storie stellari, che probabilmente doveva alludere a una saga di cui, però, non sono stati realizzati altri episodi.
  2. Cfr. ad esempio Zio Paperone e il bilione in fumo o Zio Paperone e Valhalla cosmico.
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