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"Paperinik scende sul sentiero di guerra!"
Paperinik

Paperinik e la scuola del Krimen è la sesta avventura in ordine cronologico delle avventure di Paperinik, pubblicata per la prima volta in due episodi, il 28 novembre - 5 dicembre 1971 su Topolino 835-836.
La storia è scritta ovviamente da Guido Martina mentre i disegni sono di Massimo De Vita.

Trama[]

I episodio[]

Zio Paperone si fa aiutare dai nipotini a recuperare gli effetti personali di un professore di latino, morto in carcere pochi giorni prima. Il professore anni addietro aveva fondato la Scuola del Krimen, dove aveva iniziato i suoi alunni alla nobile arte del furto. Vent'anni fa la banda era stata arrestata, ma il frutto delle sue rapine non era più stato ritrovato, così Paperone spera di trovare un indizio tra le masserizie del poco compianto professore.
Intanto Paperino, che si era defilato da casa per evitare l'ennesima sfacchinata, si reca da Archimede che gli consegna due nuovi portentosi gadget: il lapis bicolore, che sega e ricompone le sbarre di ferro, e dei cioccolatini soporiferi. Tornato a casa, Paperino si accorge che la sua abitazione è sorvegliata e un losco individuo si mostra particolarmente interessato ai mobili riscattati dallo Zione. Paperino cerca di catturare l'individuo, ma viene sorpreso dai suoi complici, che si rivelano essere gli ex-allievi del professore appena evasi dal carcere. Questi dopo averlo ben legato, lo abbandonano in un boschetto.
Intanto Paperone è riuscito a trovare un indizio. Su un foglietto c'è la seguente scritta: "MUSRUS ADROC QQQQQQQQ", non riuscendo assolutamente a decifrarlo, il ricco papero si reca da Archimede per ottenere il suo aiuto.

II episodio[]

Dopo essersi riuscito a liberare, Paperino torna a casa, dove Qui, Quo, Qua sono un po' in ansia perché Zio Paperone non si è fatto più sentire. Infatti poco dopo ricevono una chiamata anonima da parte dei rapitori che vogliono il biglietto contenente l'indizio. I Paperi decidono di presentarsi all'appuntamento con un foglio falso, ma i banditi se ne accorgono subito poiché il professore aveva l'abitudine di scrivere da destra verso sinistra. I banditi catturano anche gli altri quattro paperi perché sono disposti a tutto pur di ritrovare il denaro. Così la famiglia si ritrova chiusa nella stessa cella e, grazie all'informazioni data dai furfanti, riesce finalmente a decifrare l'indizio:"SURSUM CORDA" espressione latina che significa in alto i cuori. La fila di Q rimane tuttavia ancora inspiegata. Intanto Paperino utilizzando i cioccolatini datigli da Archimede, riesce a far addormentare i suoi familiari e, nei panni di Paperinik, evade dalla cella tagliando le sbarre col lapis. Dopo una lunga battaglia, il Diabolico Vendicatore, riesce a sgominare la banda. Decifra l'enigmatico messaggio: la sfilza di Q indica la palestra della scuola, che ha la lettera incisa sulla porta; sursum corda si riferisce a due manubri a forma di cuore che, opportunamente manovrati, aprono il nascondiglio del bottino. Al risveglio, i paperi trovano nella loro cella la chiave, il denaro e un messaggio di Paperinik; intanto Paperino finge di continuare a dormire, lasciando tutto il merito al suo alterego.

Analisi[]

In questa sesta avventura Paperinik si ritrova per la prima volta a combattere contro dei veri criminali, in precedenza i suoi nemici erano stati solo Rockerduck, Gastone e Zio Paperone, che seppur capaci di compiere atti meschini, non sono certo dei fuorilegge. Tuttavia non è ancora avvenuta la metamorfosi da Diabolico Vendicatore a Giustiziere Mascherato e Paperinik affronta i banditi solo per legittima difesa.
Interessante è la scelta di Martina di inserire una frase latina nella storia, che in questo modo acquisisce un deciso tocco italico, infatti i nipotini difficilmente ne avrebbero capito il significato visti i programmi di studi medi e superiori delle scuole statunitensi.[1][2]

Curiosità[]

  • Nel 2010 gli sceneggiatori Alessandro Mainardi, Gaya Perini e la disegnatrice Roberta Migheli hanno voluto omaggiare Guido Martina con la storia Pico e il ritorno della scuola del Krimen, pubblicata su Topolino 2830-2831, in cui vi sono numerosi riferimenti filologici alla storia di Martina.
  • Nel 2020, anche Marco Gervasio rese omaggio alla storia nella saga Paperbridge,dove si rivela che il professore aveva insegnato l'arte del furto al giovane Fantomius, prima di diventare suo acerrimo nemico.

Ristampe[]

Note[]

  1. [1] Editoriale introduttivo alla storia pubblicato su Paperinik Appgrade 6
  2. [2] Analisi della storia su Salimbeti.com
Storia precedente Paperinik e la scuola del Krimen Storia successiva
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28 novembre - 5 dicembre 1971 Paperinik e il castello delle tre torri

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