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  • Paperinik e la parapsicologia
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Paperinik e la parapsicologia è una storia scritta da Guido Martina e disegnata da Massimo de Vita. E' stata pubblicata per la prima volta su Topolino numero 1125 il 20 giugno 1977.

Trama[]

Zio Paperone si presenta a casa di Paperino con la lista dei debiti e pone il proprio nipote di fronte ad un ultimatum: o consegnargli, a parziale saldo, la 313 per farla rottamare o essere sfrattato. Paperino non può che accettare la prima alternativa, nonostante l’affetto per la sua fedele automobile; prima però, ottenuto dallo zio il permesso di un ultimo giro, si reca da Archimede per far rimuovere dalla macchina tutti i gadget di Paperinik. L’inventore ha appena creato un nuovo marchingegno, il TVPC (Tele Voglio Posso Comando), in grado di manovrare a distanza i comandi delle automobili. Paperino ne fa subito uso per bloccare la 313 prima di consegnarla a Paperone, costringendo così l’anziano papero a spingerla a braccia fino al suo garage.

Tornato a casa di Paperino per recuperare la sua fuoriserie, Paperone è fermato da due Bassotti travestiti che, dopo avergli fatto cadere gli occhiali, lo rapiscono e lo portano al cospetto di Nonno Bassotto. Il decano della banda pone a sua volta un ultimatum al miliardario: o consegnare dieci tonnellate di monete d’oro, senza avvertire la polizia, o essere ucciso. Come segno di aver ceduto al ricatto, Paperone dovrà innalzare una bandiera bianca sul pennone del deposito.

Il giorno dopo, Paperino acconsente a far intervenire il suo amico Paperinik, contattandolo per via telepatica. (Questo è l’unico elemento della storia che giustifichi il riferimento del titolo alla parapsicologia). I nipotini restano al deposito per assistere il prozio. Intanto, Archimede mostra a Paperino di avere installato tutti i gadget tolti alla 313 sulla sua nuova invenzione: l’archicavallo, un cavallo robot volante.

Quella sera, mentre Paperinik, in groppa all’archicavallo, sorveglia il deposito, nascosto da una nuvola di fumo, Paperone cede al ricatto e innalza la bandiera bianca. A questo punto, Paperinik interviene: prima, col TVPC, guida l’auto dei Bssotti fino al penitenziario, poi, a forza di pedate dell’archicavallo, obbliga i tre Bassotti e il nonno a saltare il muro e a consegnarsi alla polizia.

Per Paperino è una vittoria su tutta la linea. Non solo ottiene dallo zio la restituzione della 313 e la distruzione della lista dei debiti, ma incassa anche, nei panni di Paperinik, una taglia di mille dollari per la cattura dei criminali, con cui pagherà la rituale vacanza assieme ai nipotini.

Analisi[]

Contrariamente a quel che farebbe pensare il titolo, la storia non ha nulla di paranormale ma riprende, un po’ stancamente, i temi tipici del Paperinik di Martina. Andrea Salimbeti, nel suo sito dedicato al Paperinik classico, la giudica “dai contenuti abbastanza scontati e semplicistici, salvata in parte dagli splendidi disegni di De Vita”.[1]

Da segnalare un’incongruenza. Anche se Paperone si era già scontrato con Nonno Bassotto innumerevoli volte, qui, quando se lo trova di fronte, mostra di non conoscerlo e tenta addirittura di strappargli la barba, scambiandola per un posticcio.

Pubblicazioni italiane[]

Note[]

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