PaperPedia Wiki
Advertisement
PaperPedia Wiki
  • Paperinik e il tallero di Barbanera
  • Commenti




Lo zio Paperino sa imitare soltanto i lati peggiori di Paperinik!

Qui, Quo e Qua.

Paperinik e il tallero di Barbanera è una storia, scritta da Guido Martina,  disegnata da Massimo de Vita e pubblicata per la prima volta su Topolino n. 1149 e 1150 del 5 e 12 dicembre 1977.

Trama[]

Prima puntata[]

Paperone scopre, in un vecchio libro comprato su una bancarella, dove è affondato il galeone del pirata Barbanera, con un tesoro a bordo, e progetta subito una spedizione di recupero. Per risparmiare e mantenere il segreto, sceglie di usare non il suo cabinato ma una vecchia barca a vela, comprata a un salone nautico e ribattezzata “Il randagio dei mari”. Nonostante le sue precauzioni, però, tutte le mosse di Paperone sono seguite da Lince, un falso cieco in carrozzella al servizio di Rockerduck. Il cinico miliardario incarica il suo segretario Lusky di applicare al “Randagio” un segnalatore.

Qualche giorno dopo, Paperone offre ai nipoti una vacanza in barca. Mentre Qui, Quo e Qua accettano con entusiasmo,  Paperino , sospettando che l’invito nasconda un lavoro per lui, acconsente a salire a bordo solo in cambio di dieci dollari. E infatti,  una volta che la barca è in mare, Paperino e i nipoti devono servire da  “motore personale”, spingendo la barca a forza di pedali. Li segue, a loro insaputa, un sommergibile con a bordo Rockerduck, Lusky e Lince.

Una volta raggiunto il punto del naufragio, Paperino, con l’attrezzatura da sub, scende su relitto del galeone. Lì, inciampando in un filo, attiva inavvertitamente una trappola esplosiva.  Le detonazioni a catena che ne seguono fanno risalire a galla il cofano col tesoro, che però è stranamente leggero…

Seconda puntata[]

Il cofano, una volta aperto, si rivela contenere solo un tallero di ferro, apparentemente senza valore.  Intanto che Paperone s’interroga sul mistero, emerge il sommergibile di Rockerduck. Costui s’impadronisce della moneta, mentre i suoi due scherani spezzano l’albero maestro del Randagio. Paperone e i nipoti riescono avventurosamente a raggiungere la riva, facendosi trainare per gran parte del tragitto dallo stesso sommergibile di Rockerduck, mentre Paperino scopre la presenza del segnalatore sulla barca.

Coi dieci dollari avuti da Paperone, Paperino e i nipotini possono perlomeno riempire il frigorifero di casa e fare un buon pranzo. Qui, Quo e Qua, consultando il manuale delle giovani marmotte, scoprono che Barbanera aveva inciso sul misterioso tallero la mappa del suo tesoro; Paperino, che li ha ascoltati facendo la siesta, decide allora di intervenire come Paperinik. Vestiti costume e mascherina, passa da Archimede, che gli presta la sua ultima invenzione (il pugno rotante, ideato per gli allenamenti dei pugili). Quindi, Paperinik rintraccia il sottomarino di Rockerduck, nascosto in una darsena segreta sotto la villa del miliardario,gli applica il segnalatore e, infine, per allontanare Rockerduck e poter entrare indisturbato in casa sua, gli telefona, fingendosi Paperone, e annunziandogli di aver ritrovato il tesoro. Subito Rockerduck salpa col sommergibile, credendo di seguire la barca del suo rivale, e seguendo in realtà se stesso. Scoperta la trappola, rientra precipitosamente alla sua villa e trova sul suo tavolo un cofanetto; quando, incuriosito, lo apre, ne esce il pugno rotante, che abbatte lui e i suoi due complici. Paperinik può così recuperare senza sforzo il tallero conteso.

Il giorno dopo, Paperino mostra allo zio la moneta, regalatagli, dice, dal suo amico Paperinik. Paperone decifra agevolmente il codice: il tesoro di Barbanera è sepolto ai piedi un abete, in un luogo segnato da una stella,  sull’isola della Sirena. Poiché questa è già una proprietà di Paperone, una nuova spedizione è organizzata senza indugi. Mentre Paperone e i nipotini setacciano l’isola, Paperino, preparandosi un giagilio sotto un abete, scopre casualmente il segnale della croce. Lieto fine per Paperone, che ottiene l’agognato tesoro, e per Paperino, che come compenso si fa regalare l’isolotto; gli unici scontenti sono i tre nipotini, che lo zio, in qualità di nuovo proprietario del luogo, obbliga a costruire un capanno e a farsi carico di tutti i lavori manuali.

Analisi[]

Tallero di barbanera

Fra le storie di Guido Martina dedicate a Paperinik, questa appare decisamente anomala, perché il papero mascherato vi appare solo a metà della seconda puntata, svolgendo solo il ruolo di deus ex machina. Le debolezze della sceneggiatura, un po' troppo lunga e stiracchiata, sono compensate dai disegni di De Vita, che sfruttano al meglio l'insolita ambientazione marina (molto bella la vignetta in cui Paperino scopre il galeone sommerso).[1]

In questa storia, da segnalare l’esordio ufficiale di Lusky, il perfido segretario di Rockerduck, qui per la prima volta chiamato con questo nome. Se il carattere del personaggio, fedelissimo al suo principale e altrettanto privo di scrupoli, è già ben definito, non altrettanto lo è il suo aspetto fisico. In particolare, qui sfoggia una folta chioma, bionda e ricciuta, al posto dei capelli bruni e corti che diventeranno suoi caratteristici già a partire dalla successiva avventura di Paperinik (Paperinik e il binocolo di scappamento).

Pubblicazioni italiane[]

Note[]

Advertisement