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Ciao, Roberto! Sei pronto per l'intervista?[]

Gagnor

Roberto Gagnor.

I'm born ready. :-)

Partiamo con qualche domandina semplice: quando è iniziata la tua passione per i fumetti Disney? E quali generi prediligevi da piccolo?[]

Da... sempre! Ho imparato a leggere col Topo, a quattro anni. All'inizio non capivo il concetto di "settimanale", poi ci sono arrivato... e i miei genitori me l'hanno comprato ogni settimana! Dal numero 1414 del gennaio 1983 li ho tutti. Da piccolo mi piaceva quello che mi piace ora: le storie comiche e un po' demenziali, le avventure alla Pezzin, le parodie... praticamente tutto il mondo Disney!

Come ti sei sentito quando hai finalmente iniziato a scrivere per la Disney? Hai qualche aneddoto da raccontarci in merito ai tuoi primi tempi in quell’ambiente?[]

Molto semplicemente, a 26 anni ho sentito di avere finalmente combinato qualcosa di importante. Di aver realizzato un sogno. I primi tempi sono stati un po' faticosi: non ho frequentato l'Accademia Disney, ho mandato tre soggetti, sono piaciuti e via! Per cui ho imparato quasi tutto "sul campo", grazie ai miei editor: Davide Catenacci, Stefano Petruccelli e soprattutto Ezio Sisto, cui devo moltissimo. I primi tempi scrivevo cose terribili, arrivavo in redazione e lui: "hai scritto questo soggetto. Perché?" La critica più breve di sempre! Però aveva ragione. E ho imparato moltissimo, grazie a lui. Una disciplina di scrittura che mi è poi servita in altri ambiti, dal cinema alla TV alla radio. Senza dimenticare le dritte dei colleghi che sono diventati anche amici, come Max Valentini, Marco Bosco, Bruno Sarda e Giorgio Figus.

Negli ultimi tre/quattro anni hai iniziato a scrivere storie decisamente più articolate e complesse rispetto al passato. A cosa è dovuto questo “salto di qualità” (senza per questo voler screditare il tuo precedente operato, sia chiaro)? All’esperienza ottenuta in anni di lavoro o ad improvvise “illuminazioni”?[]

Sono successe due cose. In primo luogo ho iniziato ad essere più sicuro delle mie basi formali e a permettermi di osare. Cosa che, e questa è la seconda cosa, è stata incoraggiata dalla redazione. Quindi ho potuto "darci dentro", osare, iniziare anche una ricerca formale. Titoli a tavola 3, niente quadruple col titolo oppure doppie splash page, citazioni varie, saghe più lunghe, concetti e contenuti diversi dal solito. Smontare la forma per innovarla, lavorare sui contenuti. Cose che puoi fare quando hai imparato abbastanza da sentirti sicuro: hai imparato a fare il pane e ora puoi fare le torte, direbbe Ezio Sisto.

Ci sono particolari autori, del passato o del presente, da cui prendi spunto o che usi come punti di riferimento nella realizzazione delle tue opere?[]

Tantissimi, e non necessariamente fumettisti! Scarpa, Gottfredson e Barks in primis, poi Pezzin, Michelini, Pavese. Oggi, Faraci, Artibani, Enna, Macchetto, Savini. Fuori Disney, Miller, Taniguchi, Garth Ennis, Brian K.Vaughan, Bill Willingham, Schulz, Watterson e Goscinny su tutti. Fuori... fumetto, Billy Wilder, Spielberg, Woody Allen, Cameron Crowe, Richard Curtis.

Qual è stata la storia alla quale hai dedicato maggiore lavoro di documentazione (storica, geografica, ecc.)?[]

Sicuramente il ciclo delle storie dell'arte. Ma presto ne scriverò altre e dovrò lavorarci ancora di più: le prime otto arrivavano dalle mie passioni artistiche, per le prossime... dovrò studiare un po'!

Con quali delle tue storie senti di aver fatto davvero un “buon lavoro”? In pratica, quali di esse trovi che siano i tuoi prodotti meglio riusciti? E, a tuo parere, c’è ne una che “svetta” sulle altre?[]

Surreale viaggio del destino

Prima pagina di "Topolino e surreale viaggio del destino".

Ce ne sono alcune di cui sono fiero. Quacklight e il Tor Korgat con Cavazzano. Skiantosh, Paperoga Eroe dello Spazio e la storia del 3000 con Sciarrone. I Brigittik con Mangiatordi. Forse quella cui sono più affezionato è Topolino e il surreale viaggio nel destino: uno di quei lavori in cui va tutto bene, dall'inizio alla fine. Ma forse ancora di più Quacklight... come spiegherò dopo. E poi c'è il rapporto con i disegnatori, che è stato sempre ottimo!

Quali sono i tuoi personaggi Disney preferiti? Poi, preferiresti vivere a Paperopoli o Topolinia?[]

Domanda sbagliata! ;-) Li amo tutti. Vivrei un giorno con i paperi e uno con i topi, che sono più difficili da scrivere ma possono darti grandi soddisfazioni. Amo tutti i personaggi Disney. Forse un po' di più quelli "minori", più ricchi di difetti che sono anche i nostri, come Brigitta e i Bassotti. Ma tutti questi personaggi sono profondamente umani. Sono classici perché parlano di noi, SONO umani. NOI siamo quei personaggi. L'errore più grande che si può fare è scriverli come pupazzetti o macchiette.

Attualmente segui anche altre testate fumettistiche, come lettore, al di fuori di Topolino?[]

Ho appena finito The Boys di Ennis, continuo con Fables di Willingham e Saga di Vaughan. Poi ho ripreso gli X-Men ed esploro un po' tutto quello che promette bene, da Sex Criminals, Hawkeye e Satellite Sam di Fraction a qualunque cosa faccia Taniguchi. Sto leggendo Portugal e Tre Ombre di Pedrosa e mi piacciono molto. Insomma, sono onnivoro e mi piacciono parecchie cose!

Topolino 3000: Cosa ha significato per voi della redazione il raggiungimento di un traguardo tanto importante, tra l'altro coronato anche dalla presenza di una tua storia?[]

Io ho iniziato a tormentare Davide Catenacci UN ANNO PRIMA! Volevo esserci a tutti i costi: ho letto il 1500 e il 2000, VOLEVO essere sul 3000 e avevo anche scritto un soggetto ad hoc: poi si è deciso diversamente ed è nata la storia di Archimede con Sciarrone, un altro lavoro di cui sono molto felice. È stato emozionante, anche perché è uscito sul Post un servizio proprio sul 3000 e sulla redazione di Topolino in cui ci sono anch'io (http://www.ilpost.it/2013/05/21/topolino-3000/).

Cosa ne pensi del recente cambio di casa editrice della testata? Questo fatto ha portato qualche cambiamento a voi autori?[]

Per noi non è cambiato nulla, a dire la verità: ma il nuovo editore ha portato però un'atmosfera di ottimismo e sperimentazione, nel solco dell'ottimo lavoro che la direttora Valentina e la redazione hanno fatto in questi anni. Insomma, il cambiamento c'è stato, ma in positivo. Insomma, ci possiamo scatenare!

Quali progetti hai in serbo per noi lettori, in futuro?[]

Romantica Vendicatrice

Brigittik, alter-ego di Brigitta creato da Roberto Gagnor

C'è un Brigittik in arrivo, una storia-gioco con Paperogate di Creta e poi una storia molto lunga e molto grossa con l'ottimo Claudio Sciarrone, che sto finendo in questi giorni e di cui non posso ancora dire molto. Ma sarà la storia più lunga che ho mai scritto per Topolino e sarà molto diversa dal solito. In più ho sempre un film in ballo da autore completo in attesa di fondi (http://www.tempestafilm.it/Project/27), insegno sceneggiatura all'ICMA di Busto Arsizio e all'Accademia 09 a Milano ed è uscito anche un piccolo libro della Holden (http://www.amazon.it/storie-quando-veramente-troppo-tardi/dp/8807491532/ref=sr_1_fkmr0_2?ie=UTF8&qid=1382127164&sr=8-2-fkmr0&keywords=storie+per+quando+è+davvero) con quattro microstorie che ho scritto!

Per ora abbiamo parlato del “Gagnor autore”, ma ora occupiamoci un po’ anche del “Gagnor persona”. Per esempio, abbiamo saputo (da te) che recentemente ti sei sposato. Quando e in quali circostanze hai conosciuto la fortunata?[]

Merito di... Quacklight! O meglio, di una coppia di miei amici che mi ha portato - con la forza - a vedere New Moon. L'ho trovato un film talmente orrendo e involontariamente comico che mi sono visto anche Twilight e ne ho scritto la parodia, Quacklight appunto. BOOM! La mia prima storia disegnata da un mio mito d'infanzia, Cavazzano. Una ragazza di Pavia ha letto la storia e mi ha cercato online per farmi i complimenti. Era Michela. BOOM! Ci siamo conosciuti... e tre anni dopo ci siamo sposati! Anche se a dirla tutta, il fortunato sono io, perché ho trovato lei.

Senza voler essere troppo indiscreto, hai mai pensato di avere figli? E se sì, quale strada vorresti che seguissero una volta cresciuti?[]

Certo! E quando arriveranno, faranno quello che vorranno. Il lavoro dei figli è NON fare quello che vogliono i genitori, no? Ed è giustissimo così. Vorrei solo che facessero un lavoro che amano davvero. Io sono riuscito a farlo ed è una cosa molto bella, una di quelle per cui vale la pena combattere e fare anni di gavetta. È il tuo lavoro, è un terzo se non metà della tua vita: devi cercare di fare qualcosa che ti piace, e farlo bene. Io ci sono riuscito, ed è una faticaccia... ma soprattutto una bella soddisfazione.

Qualche consiglio per chiunque voglia seguire le tue orme e diventare un autore fumettistico?[]

Crederci. Sempre, comunque e messianicamente. Non mollare dopo il primo, secondo o dodicesimo rifiuto. Scrivere tantissimo e leggere altrettanto. Capire cosa sai scrivere e cosa no. Capire se sai scrivere o no. Rendersi conto che all'inizio è dura e c'è una gavetta. Che all'inizio si guadagna poco. E anche che dopo è una faticaccia, soprattutto per la tua testa e la tua vita. Ma anche che è un lavoro bellissimo.

Bene, siamo giunti alla fine! Un ultimo saluto per i collaboratori di Paperpedia (e chiunque altro leggerà questa intervista)?[]

Ciao a tutti i Paperpedici! E grazie: per l'intervista e per la vostra passione per il nostro lavoro.

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