PaperPedia Wiki
Advertisement
PaperPedia Wiki



Carlo Panaro

Ciao a tutti gli amici di PaperPedia! È sempre un piacere essere in vostra compagnia. Rispondo molto volentieri alle vostre domande.

Senza falsa modestia, sei uno dei maggiori sceneggiatori italiani di Topolino. Come hai scelto di diventare sceneggiatore e di dedicarti in particolare alle storie Disney?[]

La mia passione per il mondo Disney risale alla mia infanzia. Pensa che, quando avevo circa 4 anni, compravo (o meglio, me li comprava mia nonna) simpatici minilibri, di piccolo formato e con poche pagine, con le avventure dei personaggi Disney. Ne ricordo uno in particolare “Topolino e il mostro”, i cui disegni erano di Onofrio Bramante. Ovviamente, non prendevo solo quelli Disney, ma anche altri con i personaggi più in voga intorno alla seconda metà degli anni ’60, tipo quelli di Hanna & Barbera. Poi, a circa 5/6 anni, sono passato agli Albi di Topolino, a 7 a Topolino ed a 8 ai Classici ed all’Almanacco. Leggevo avidamente molte pubblicazioni a fumetti anche perché, per i bambini di fine anni ’60, i giornalini erano ambitissimi ed in edicola c’era solo l’imbarazzo della scelta! Infatti, oltre alle pubblicazioni con i personaggi Disney, adoravo quelle della Bianconi, i vari Soldino, Trottolino, Braccio di Ferro, Chico ecc., che, come stile, seguivano un po’ la falsa riga di Topolino, anche se in modo più semplice come trame e grafica. Ovviamente, con queste premesse, non potevo che metabolizzare il fumetto umoristico, al punto da realizzare per mia sorella Patrizia, giornalini veri e propri con miei personaggi, in cui facevo proprio tutto: disegni, colore, lettering ed, ovviamente, sceneggiature! Pensa che all’epoca avevo meno di dieci anni ed ho continuato a farli migliorando sempre più la qualità delle storie, fino all’età di 20 anni circa. A questo punto, era quasi inevitabile tentare il “salto di qualità”, così provai a contattare la redazione del Topolino Mondadori, proponendo qualche soggetto a Massimo Marconi, all’epoca responsabile delle storie, che ne approvò subito un paio: “Zio Paperone e il cibo del futuro” (mia prima storia scritta) e “Paperino e il papero dei boschi”. Non mi fu molto difficile passare dall’hobby alla professione perché, come ebbe modo di dirmi Gaudenzio Capelli, il mio primo direttore, in realtà, senza saperlo, ero soggettista e sceneggiatore già da quando avevo 7 anni!

Rimanendo nel merito della Disney, quali sono i tuoi personaggi, autori e storie preferite in assoluto? Quali storie tue, invece, ricordi con maggiore piacere e perché?[]

Per quanto riguarda i personaggi, pongo a pari merito Paperino, Topolino e Zio Paperone che, con sfumature diverse, secondo me, sono i più ricchi di sfaccettature, i più affascinanti della famiglia Disney. Per quanto riguarda gli autori, penso che uno sceneggiatore Disney non possa prescindere dalle opere dei grande maestri: Barks, Gottfredson (e Bill Walsh!), Don Rosa. Poi, ovviamente, come italiano, cerco di continuare, rinnovandola e tenendola al passo coi tempi, la tradizione dei grandi maestri “made in Italy”: Scarpa, Martina, Cimino in primis, ma mi sono ispirato per le mie storie brevi anche allo stile ricco di gag dei fratelli Barosso. Le storie che preferisco dei maestri citati? Tante! Ne ricordo qualcuna a memoria dei grandi autori americani: “Topolino e il mistero di Macchia Nera” ed il bellissimo ciclo di Eta Beta (Gottfredson e Bill Walsh), “Paperino e il mistero degli Incas” (le mitiche uova quadre!) e “Zio Paperone e la stella del Polo” (ah, Doretta Doremì… entrambe di Barks) e la favolosa Saga di Don Rosa sulla vita dello Zio Paperone. Per quanto riguarda gli italiani, le storie da menzionare sarebbero davvero troppe! Delle mie, invece, ne ricordo con piacere tra le tante, soprattutto tre: “Zio Paperone e la formula della ricchezza” (disegni di Romano Scarpa), “Topolino e l’uomo dei sogni” (disegni di Alessandro Perina) e “Topolino e il sole nel buio” (disegni di Giorgio Cavazzano). Nella prima sono riuscito a caratterizzare, credo nel modo migliore, tutti i personaggi, non solo Paperone e Brigitta, ma soprattutto i due poetici vecchietti cinesi “innamorati come il primo giorno” e portatori di quella tipica saggezza che possiedono soprattutto gli anziani orientali. Nella seconda ho, invece, trattato un tema molto delicato (l’handicap) con leggerezza e toccato un tasto che mi è molto caro: far sognare i lettori con le mie storie, regalando un sorriso, un’emozione, tanta fantasia che, spero, lasceranno una piccola traccia in qualcuno… Nella terza storia ho un po’ ripreso questo concetto, costruendola in un modo che mi è parso originale: in pratica, l’intera vicenda è narrata dal protagonista al figlio di pochi anni… un po’ come fa lo stesso sceneggiatore quando racconta le sue storie ai bambini…

Tra le tantissime storie che hai ideato, alcune si propongono come continuazione filologica dell’opera di grandi autori Disney. Ricordo con piacere Zio Paperone e il vortice del tempo: come consideri l’opera di Carl Barks nel panorama Disneyano? E quella di Don Rosa?[]

Ho sempre mantenuto uno stretto legame, accompagnato da rispetto ed affetto, con chi mi ha preceduto. Pensa che, quando scrissi la mia prima storia con Pippo & Gancio (“Pippo & Gancio fast-food”) mi rilessi tutta la produzione di Scarpa con i due personaggi, metabolizzandola al punto che la storia risultò in perfetto stile scarpiano, cosa che lo stesso maestro veneziano ebbe modo di farmi notare, manifestando in redazione il suo pieno apprezzamento per il mio lavoro. Ma sono tante le storie in cui riprendo il discorso filologico! Ricorderei “Topolino solo contro tutti” in cui ritorna il nascondiglio segreto sotto il giardino (modernizzato!) di “Topolino e il segreto di macchia Nera” oppure “I sette nani e il patto della regina” nella quale ritornano, dopo decenni, i sette nani cattivi, o ancora “Topolino e il personaggio vincente” in cui Topolino lotta con un suo sosia talmente perfetto che neanche Pluto riesce a distinguerlo, un po’ sullo stile di una sequenza di “Topolino contro Topolino”, fino alla recentissima “Paperinik e il castello dei segreti”, in cui ho ripreso il fascinoso Castello delle Tre Torri della storia di Martina/De Vita. Nella storia da te citata, invece, come sai, ho ripreso ambientazioni e personaggi della Dawson del giovane Paperone (aggiungendoci anche un simpatico Carl Barks pianista). Dawson che, poi, ho ripreso di recente in “Zio Paperone e l’ombra del passato” dove con il pretesto di un premio, ho fatto tornare lo zione, accompagnato da Paperino, nella città canadese, questa volta moderna, creando un intreccio legato ad episodio della sua giovinezza inventato interamente da me che, però, penso, avrebbe potuto benissimo essere collocato nell’epopea del futuro plurimiliardario. Come considero l’opera di Barks? Ovviamente eccezionale! Ha creato quasi tutto l’universo dei paperi, perciò le sue storie sono un caposaldo da cui non si può prescindere! E poi i suoi personaggi sono sempre umani, “vivi”, mai semplici macchiette! Don Rosa ne ha continuato l’opera, arricchendola con la sua personalità. I sequel sono sempre un po’ difficili perché si rischia di sentirsi dire “mi piaceva di più la prima storia”, invece lui è riuscito a farlo magistralmente!

La questione del “tempo” nelle storie Disney crea non poche discussioni tra gli appassionati. Don Rosa scelse come epoca privilegiata il ventennio 1947-1967, quello in cui Barks scrisse storie di zio Paperone. Le storie più recenti, invece, li rappresentano nella nostra epoca. Qual è la tua posizione?[]

Già, il “tempo” fa molto discutere… Io, personalmente, considero i personaggi Disney senza età, immortali come la fantasia stessa! Perciò li faccio vivere parallelamente a noi, nel nostro tempo, considerandoli come parte integrante della stessa fantasia. Questo modo di vedere, secondo me, permette di sorvolare su certe “sfasature temporali”, ad esempio, poiché ha partecipato alla corsa all’oro di fine ‘800, lo Zio Paperone dovrebbe essere ultracentenario!

Che ne pensi del passaggio editoriale di Topolino da Disney Italia a Panini Comics? Credi che porterà cambiamenti? Positivi o negativi?[]

Dai contatti che ho avuto con la redazione so che c’è già molto entusiasmo e questo è sicuramente un bene! Poi, immagino che, tra qualche mese, (forse, ipotizzo, con l’anno nuovo) si comincerà a vedere qualche novità, ma voglio pensare positivo: in tutto c’è sempre un margine di miglioramento e sono convinto che la Panini Comics perseguirà questa strada con tutte le testate senza stravolgerle anzi valorizzandole al meglio. Topolino, infatti, ha sempre mantenuto una costante nel tempo: rinnovarsi pur restando fedele a se stesso.

Un pronostico: su quali autori emergenti di Topolino scommetteresti per il futuro?[]

Domanda da un milione di… euro! Ho conosciuto negli anni autori che avevano fatto cose interessanti, ma poi si sono persi, altri invece, hanno “carburato” più lentamente arrivando, poi, ad ottimi risultati… Ti darò la risposta che Massimo Marconi mi diede nei miei primi anni di attività: “Come si dice, diamo tempo al tempo…”

So che nel 2008 hai lavorato ad un progetto di nuovi personaggi per bambini, in collaborazione con Luciano Gatto. Puoi raccontarci qualcosa in più su questa iniziativa?[]

Nel 2008, Luciano Gatto pubblicò sul forum del Papersera, un appello in cui, a causa della generale riduzione di lavoro per smaltire le scorte di storie di magazzino, diceva di avere del tempo libero e proponeva agli sceneggiatori disponibili di realizzare qualcosa di nuovo insieme a lui. Risposi solo io: avevo già da anni nel cassetto i personaggi del Mondo di Geo, coloratissimi e simpaticissimi solidi antropomorfi (avevo volutamente pensato a personaggi diversi dagli animali già ampiamente utilizzati), così glieli proposi e lui li disegnò alla grande! Da allora, sono nate ben sei serie di nuovi personaggi per bambini, alcune sviluppate da me su suoi spunti, disegni vari, autentici e bellissimi “calderoni creativi”, un’altra (“Desi & Deri”) nata da una mia idea, un’altra ancora, “Amici”, sviluppata interamente da lui. Si tratta di personaggi ideati per bambini dai 5 anni in su, molto versatili, che andrebbero bene un po’ per tutto, dai fumetti ai racconti illustrati, dai cartoons al merchandising. Avevamo letto su Internet vari appelli in cui si lamentava la mancanza di pubblicazioni a fumetti per bambini, sollecitando autori volenterosi a proporre nuovi personaggi in modo da far nascere nuove testate. Luciano ed io, quindi, abbiamo cercato di colmare il vuoto lasciato dalla scomparsa delle varie testate Bianconi e delle Edizioni Alpe (per citarne solo alcune) e la nostra pagina Facebook NUOVI PERSONAGGI PER BAMBINI, https://www.facebook.com/nuovipersonaggiperbambini con oltre 2300 iscritti, tra cui molte mamme ed insegnanti, ma anche addetti ai lavori, gente di tutto il mondo, te l’assicuro, ci fa capire che abbiamo realizzato qualcosa di valido! Purtroppo, mancano editori/produttori coraggiosi che vogliano puntare su “nuovo”, cioè su personaggi non ancora sostenuti dai media! Preferiscono, soprattutto a causa della crisi, investire sul “prodotto sicuro”, cioè su qualcosa già conosciuto, tipo i Puffi o, di recente, Peppa Pig, ma noi siamo tenaci ed aspettiamo che (incrocio le dita) qualcuno con idee lungimiranti voglia dar seguito al nostro progetto.

Puoi rivelarci qualcosa sulle tue attività future, in campo Disney e non?[]

Proprio quest’anno ho realizzato un “piccolo omaggio”, su mia iniziativa, per i 60 anni dall’esordio disneyano di Romano Scarpa. Ho pensato di realizzare, perciò, un trittico di avventure con personaggi inventati da lui. Ne ho scelti tre del mondo dei paperi: Filo Sganga, Paperetta Yè Yè e Brigitta, rispettando il più possibile lo spirito delle loro prime avventure, con qualche piccola strizzata d’occhio per richiamarle. Intendiamoci, l’operazione che io ho svolto non riguarda le trame, nuove di zecca, ma, appunto, lo “spirito scarpiano”! Finora è uscita soltanto la storia con Filo Sganga, “Zio Paperone e la norma degli affari”, le altre seguiranno a scadenze che non conosco…

Hai già collaborato alla correzione e all’ampliamento della tua pagina su PaperPedia e quindi conosci abbastanza la nostra enciclopedia. Vuoi darci qualche consiglio per migliorare?[]

State già facendo un ottimo lavoro e, secondo me, non avete bisogno di suggerimenti! Mi limiterò a darvi qualche piccola indicazione alla quale, magari, potreste avere già pensato per ampliare PaperPedia: per esempio trovarci sempre più storie da scaricare soprattutto i grandi capolavori di Barks e Gottfredson, ma non tralascerei anche quelli dei maestri italiani. Poi, personalmente, penso che sarebbe bello se trovaste il modo di dedicare una sorta di “album” ad ogni autore made in Italy con alcune immagini tratte dalle storie più significative accompagnate da un breve riassunto. Comunque continuate così: vi faccio i miei migliori in bocca al lupo per il futuro!!! Ringrazio tutti per l’ospitalità e vi saluto con simpatia! Alla prossima!

Advertisement