- La Banda Bassotti e il modulo fantasma
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La Banda Bassotti e il modulo fantasma è una storia di Giulio Antonio Gualtieri e Carlo Limido,
pubblicata sul numero 3622 di Topolino nell'aprile 2025. È il dodicesimo episodio della serie Lord Hatequack Presenta: L'ora del terrore.
Trama[]
Lord Mortimer Hatequack nella consueta notte di tempesta e con le consuete formule introduce i lettori alla prossima storia di terrore, non prima però che il finale dell'episodio precedente, Topolino e il gatto con la "G" maiuscola venga richiamato in una vignetta: nella tazza di tisana si forma l’immagine di una testa di gatto. Poi il lord inizia il suo racconto che prende le mosse da «una magione disdicevolmente angusta, la roulotte della Banda Bassotti».
I fratelli Bassotti stanno illustrando al poco convinto Nonno il loro piano «geniale»: rubare dal vecchio ufficio del catasto ormai in disuso le mappe del sottosuolo di Paperopoli, che potrebbero essere un valido ausilio per futuri colpi. Ma il nonno va su tutte le furie perché -sostiene- l'edificio è infestato dai fantasmi, prova ne sia che Slim l'Acciuga, entratovi in cerca delle medesime mappe, non fece più ritorno. I nipoti però non si lasciano impaurire e sotto la pioggia si avviano al palazzo del catasto.
La costruzione è diroccata, molte finestre hanno i vetri rotti, la porta d'ingresso è uscita dai cardini e le stanze interne sono egualmente disordinate e fatiscenti. Un Bassotto (176-176) resta di guardia all'esterno nel diluvio, gli altri due (176-617 e 176-761) entrano, scoprono che l'ingresso all'archivio è bloccato da scaffalature cariche di oggetti, ma vedono anche tra le mensole uno stretto passaggio: 176-617 ci si infila e si trova davanti alla porta dell'Ufficio Semplificazioni, denominazione che gli fa ben sperare.
Ma aperta la porta il Bassotto viene accolto da due fantasmi diafani in abiti ottocenteschi che invocano aiuto e magnanimità e gli chiedono se abbia una copia del modulo fantasma. Il malcapitato fugge urlando, mettendo così in allarme il fratello di guardia che si precipita all'interno, ma che viene contattato anche lui da un fantasma: è il capufficio che, coperto di timbri, suggerisce al Bassotto di cercare il modulo fantasma al piano superiore. I due fratelli terrorizzati si ricongiungono con 176-761, rimasto nella prima stanza, e gli raccontano i loro spaventosi incontri. Intanto cominciano a sentirsi rumori terrificanti ma i Bassotti perseverano e tentano, inutilmente, di forzare la porta dell'archivio. Attaccano allora con le finestre interne, ma a quel punto ricompare il capufficio con alle spalle i fantasmi degli utenti che, non avendo compilato il modulo fantasma, stanno aspettando, da un secolo o giù di lì, di poter uscire. Sempre il capufficio minaccia poi di far intervenire il dirigente Printmark, un pezzo grosso (in tutti i sensi) e irascibile se viene disturbato.
I Bassotti, rassegnati, iniziano la caccia al modulo fantasma che consenta loro l'uscita: inizia quindi un viavai dei tre fratelli di stanza in stanza, di scala in scala, di timbro in timbro, tra fantasmi in disperata attesa. Quando il successo pare vicino e l'impiegato di turno ha apposto il quinto e ultimo timbro, questi riferisce che «la richiesta verrà evasa entro quarantacinque anni lavorativi» e che dovrà anche essere vidimata con l'Emitimbro Variabile, metà grande e metà piccolo; tale è la procedura, obbligatoria e irrinunciabile. I Bassotti protestano, ma mette fine alle loro inutili insistenze Slim l'Acciuga, prigioniero da anni e ancora con le mappe di Paperopoli sotterranea che anche lui era andato a cercare. Spiega Slim: «Le entità che infestano questo palazzo si nutrono di tempo, e non sono mai sazie. È per questo che, nonostante ogni impiegato possieda una scatola con tutti i timbri, vi fanno vagare senza sosta!» Poi l'uomo scompare e i tre fratelli, saputo dei timbri, tentano la contraffazione: sottrarranno i detti timbri a un impiegato e vidimeranno da sé il documento. Così due Bassotti distraggono l'impiegato del quinto timbro e il terzo ruba il set di timbri, procedono alla vidimazione e consegnano il modulo al capufficio che lo inoltra all'ufficio competente.
Ma a quel punto risuona potente una voce: FALSOOO! E compare un rabbioso enorme Printmark, con aguzzi denti inferiori, e scatena l'inseguimento ai falsari, che sarebbero perduti se non arrivasse in quel momento un aiuto da fuori (unica possibilità di uscire dal palazzo): Nonno Bassotto sfonda una finestra e rampogna i nipoti che sono scomparsi da un mese! Allora i tre fratelli e Slim si precipitano fuori e col Nonno si danno alla fuga, sempre però inseguiti da Printmark e da altri fantasmi. Slim, che conosce il sottosuolo di Paperopoli, fa scendere tutti in un tombino dove i poteri del dirigente sono nulli. Poi riemergono in una nebbiosa strada periferica, vedono arrivare una macchina della Polizia e si giustificano presso i due agenti spiegando il loro desiderio di una passeggiata nella nebbia. Ma i poliziotti divengono improvvisamente diafani e richiedono con ghigno diabolico il modulo fantasma.
Torna in scena Hatequack, che invita a credere ai palazzi infestati e poi, cambiando il suo aspetto in quello di un fantasma, richiede anche ai lettori il fatale modulo.
Analisi[]
Gualtieri alla sceneggiatura non rinuncia al suo prediletto Universo dei paperi cui solo una volta nella serie di Hatequack ha preferito quello dei topi in Geoffrey e il mistero del mal di luna. Ma, pur facendo parte del loro universo, qui i protagonisti non sono paperi bensì i Bassotti con il Nonno. La storia, divertente e adeguatamente ansiogena, è una ironica rappresentazione delle lungaggini, delle inutili complicazioni e della prepotenza (v. Printmark) burocratiche di cui, in misura maggiore o minore, tutto il mondo sembra soffrire: a tal proposito il «Papersera»[1] cita il fumetto e poi il film «Le 12 fatiche di Asterix»[2] in cui anche i Galli sono alle prese con la farragine della burocrazia. In entrambe le storie c'è un rimando grafico alla notissima litografia Relatività (1953) di Mauritz Escher, con le scale impossibili che si intersecano e si dividono senza che se ne possa individuare l'origine e la direzione. All'interno di questo marasma i Bassotti si muovono con la consueta goffaggine, risolta poi dal più avveduto Nonno. E anche in questo caso il finale resta in sospeso, mentre arriva un Hatequack, al solito contemporaneamente narratore e partecipe della storia, dipinto nelle tinte verde pallido dei fantasmi (onore ai disegni di Limido!).
La critica alla burocrazia entra spesso -anche solo per accenni- nelle storie Disney: ad esempio nell' L'inferno di Paperino i burocrati sono ridotti in fogli di carta bollata.
Pubblicazioni italiane[]
- Topolino 3622 (2025)
Note[]
| Storia precedente | La Banda Bassotti e il modulo fantasma | Storia successiva |
|---|---|---|
| Topolino e il gatto con la "G" maiuscola | 23 aprile 2025 | Topolino, Pippo e il ripostiglio interminabile |

